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Immigrazione e Coronavirus negli US: il dramma dei laureati senza cittadinanza

Immigrazione e Coronavirus negli US: il dramma dei laureati senza cittadinanza

La quarantena da Covid-19 e le regole statunitensi sull’immigrazione stanno minacciando molti laureati stranieri residenti negli Stati Uniti. Sappiam

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La quarantena da Covid-19 e le regole statunitensi sull’immigrazione stanno minacciando molti laureati stranieri residenti negli Stati Uniti.

Sappiamo tutti che ottenere un visto in America non è cosa facile. Fino a quando si è studenti la situazione è anche gestibile, ma dopo la laurea, quando si diventa lavoratori, le regole sull’immigrazione sono molto severe. E quello che già era complicato, dopo le restrizioni da Coronavirus è diventato un ostacolo insormontabile per migliaia di giovani laureati stranieri. Prima di capire gli effetti di questa situazione, vediamo in poche parole come funziona il visto.

Visti post-laurea, come funzionano

I visti per gli studenti neolaureati si chiamano OPT (Optional Practical Training). Sono rivolti agli studenti internazionali che hanno completato un percorso di studi e che hanno intenzione di cercare un lavoro negli Stati Uniti. Questo tipo di visti prevede un tempo di 12 mesi per l’inserimento nel mondo del lavoro. Fin qui tutto bene, ma ci sono due condizioni che complicano le cose:

  1. Si può lavorare solo ed esclusivamente nel settore in cui ti sei laureato. Hai una laurea in arti dello spettacolo? Ecco, se hai il visto OPT non puoi fare il cameriere per arrotondare.
  2. Se si superano i 90 giorni di disoccupazione, contando anche i weekend, il visto viene sospeso e si diventa immigrati illegali (vi lascio dedurre le conseguenze).

Gli effetti del virus

Ma veniamo al dunque. La questione di fondo è: se è tutto bloccato per il virus, come fanno questi giovani neolaureati a trovare un lavoro, addirittura in un settore specifico? Ci si aspetterebbe un qualche tipo di agevolazione, ma no. Il Governo Americano conta i giorni di quarantena forzata e di blocco delle città tra quelli di disoccupazione. Purtroppo, il virus sta dilagando nel paese e l’idea di intere città chiuse per due mesi (se non di più) non sembra così remota. Il tutto si tradurrebbe in migliaia di giovani laureati stranieri costretti a tornare nel loro paese contro la loro volontà.

Se volete sostenere i nostri “colleghi” in America e unirvi a loro nel chiedere delle agevolazioni al governo, cliccate qui per firmare la petizione. Fate girare la voce e… Speriamo per il meglio!

#FacceCaso

Di Alice Favazza

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