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Assembramenti durante l’emergenza sanitaria: ecco la soluzione di Roma Capitale

Assembramenti durante l’emergenza sanitaria: ecco la soluzione di Roma Capitale

 È online il Sistema Unico di Segnalazione (SUS), creato dal comune di Roma Capitale per contrastare gli assembramenti di persone durante il periodo d

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 È online il Sistema Unico di Segnalazione (SUS), creato dal comune di Roma Capitale per contrastare gli assembramenti di persone durante il periodo di pandemia.

«Ci sono assembramenti di persone che ritieni in contrasto con le regole dell’emergenza sanitaria? Puoi segnalarli direttamente all’Autorità competente con il SUS (Sistema unico di segnalazione) attivo sul portale istituzionale di Roma Capitale.»

Così su Twitter, il Comune di Roma, dà il via ad una nuova iniziativa. Un apposito canale, presente sul sito web del Comune stesso, che permetterà ai cittadini stessi di segnalare chi secondo loro non sta rispettando le regole di quarantena. Nella capitale, la caccia al trasgressore è ufficialmente aperta e tutti sono invitati a partecipare. Con una connessione internet e pochi passaggi l’assembramento sospetto può essere segnalato, lasciando alle autorità competenti il solo compito di recarsi in loco e prendere provvedimenti.

Una misura necessaria?

Il Comune di Roma, è solo uno dei tanti che si è mosso per aumentare il controllo dei suoi cittadini. Purtroppo, la mancanza di senso civico di alcuni ha costretto le istituzioni ad organizzarsi di conseguenza, usando misure eccezionali. Dai droni che volano per le città, allo smontaggio delle panchine pubbliche, fino ai rimproveri online dei sindaci stessi, stiamo assistendo ad una lunga sfilata di iniziative volte a sconfiggere chi di questa quarantena non ne vuole proprio sentir parlare.

Il fine giustifica i mezzi?

Una domanda sorge spontanea: il fine, ovvero il rispetto delle misure restrittive, può in questo caso giustificare il mezzo, ovvero un controllo sociale “fai da te”? A differenza dei posti di blocco o dei droni, questo meccanismo trasforma tutti in custodi della legge. Controllare che il servizio venga usato solo ed esclusivamente per segnalare gli assembramenti non è cosa facile. Soprattutto in questo periodo di frustrazione generale, come garantire che il servizio non venga usato per altri scopi, come denunciare il vicino antipatico di turno?

Solo il tempo ci dirà se l’iniziativa anti-assembramenti sia efficace o meno. Per il momento, il dibattito è aperto e ci sono diverse opinioni al riguardo. Fatemi sapere qui sotto le vostre!

#FacceCaso

Di Alice Favazza

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