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Videolezioni, we love you

Videolezioni, we love you

Criticate e osteggiate, ma anche amate. Nonostante tutto, le videolezioni hanno conquistato il favore di diversi studenti. Ecco (forse) perché. Video

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Criticate e osteggiate, ma anche amate. Nonostante tutto, le videolezioni hanno conquistato il favore di diversi studenti. Ecco (forse) perché.

Videolezione. Quando i Ministri della Scuola e dell’Università hanno pronunciato per la prima volta questa parola molti di noi sono rimasti perplessi. C’è chi l’ha vista come una soluzione impraticabile in un sistema scolastico così tecnologicamente arretrato e chi invece ha pensato “’N che senso?”.

Tempo di prenderci la mano però ed ecco che quasi tutti hanno finito per innamorarsi follemente di questa rivoluzionaria forma di didattica a distanza. D’altronde le videolezioni ci permettono di fare cose che normalmente sarebbero impossibili e che solo poche settimane fa erano inimmaginabili.

Tanto per cominciare non dobbiamo preoccuparci di arrivare puntuali o di mettere la sveglia. Nella maggior parte dei casi, infatti, le lezioni vengono anche registrate e possiamo quindi rivedercele in differita quando vogliamo. E non dobbiamo neanche preoccuparci di vestirci, truccarci o pettinarci, basta disattivare la webcam e poi possiamo prendere appunti anche in mutande.

A proposito di webcam, la possibilità di “oscurarla” ci consente pure di fare cose che, se fossimo in classe, molto probabilmente ci costerebbero almeno un richiamo (es. mangiare o “instagrammare”). Per non parlare del microfono, altro strumento di potere senza precedenti.

Disattivando anche quello, ecco che possiamo chiacchierare amabilmente con nostro fratello/sorella o stare al telefono con i nostri amici senza che nessuno ci dica niente. Se invece vogliamo toglierci una soddisfazione, zittendo il prof che ci sta antipatico, basta silenziare il tutto, tornerà a parlare solo se e quando lo vorremo noi.

Inoltre in molti in classe tendono a sedersi agli ultimi banchi per mantenersi il più lontano possibile dalla cattedra e in questo modo finiscono spesso per fare fatica a leggere la lavagna. Con le nostre amate videolezioni, invece, questo problema non c’è perché è tutto a portata di desktop.

C’è poi l’irripetibile occasione di fare screenshot e creare così meme per deridere le skills digitali dei docenti ma su questo preferiamo stendere un velo pietoso (fatelo, ma responsabilmente!). Scherzi a parte, comunque, la didattica a distanza ha diversi vantaggi, anche un pochino più seri di quelli visti in questo articolo, ma ammettiamolo, la scuola “normale” sotto sotto ci manca.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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