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Scuola futura? Come sarà?

Scuola futura? Come sarà?

Il Coronavirus ha portato con sé tanti interrogativi. Uno di questi è: come sarà la scuola futura dopo questa "strana" esperienza? Qualche tempo fa s

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Il Coronavirus ha portato con sé tanti interrogativi. Uno di questi è: come sarà la scuola futura dopo questa “strana” esperienza?

Qualche tempo fa scrivevo un articolo su come permettere ai ragazzi affetti da malattie e costretti in ospedale di ricevere un’istruzione. Il progetto proposto dal MIUR si chiamava Scuola in Ospedale” e veniva utilizzato da circa 60.000 ragazzi, molti meno rispetto a quelli che ne avevano un reale bisogno. Oggi la Scuola Online è possibile e fattibile, e allora come sarà la scuola futura? Come cambierà una delle istituzioni più difficili da cambiare?

Sicuramente la didattica a distanza non potrà prendere il posto della scuola in presenza, nessuno sta affermando questo. Ma diciamo che ormai il MIUR non potrà più non ammettere che attuare dei programmi online per chi ne ha più bisogno o solo per rendere la scuola più digitale può essere possibile. Ci siamo lamentati troppo a lungo sulla “vecchiaia” della scuola italiana per poter perdere questa occasione.

Eppure, la scuola futura deve tenere conto di tanti problemi. Uno tra tutti è quello che viene chiamato Digital Divide e che ci dice che non tutti i bambini in Italia riescono ad avere un accesso ad internet funzionale al seguire una lezione. Pensa che se questa cosa fosse successa nel 2015, per esempio, io non avrei mai potuto seguire le lezioni online perché nel mio paese in Abruzzo internet era ancora legato all’uso delle Chiavette USB (o del satellite, se eri fortunato).

La scuola deve tenere conto anche dell’impossibilità dei ragazzi di avere un device su cui seguire una lezione. Non suggerisco di comprare un iPad a tutti, ma di facilitare l’acquisto attraverso un diritto allo studio più utile oltre ai bonus di rimborso dei libri, per chi avrebbe difficoltà. Non tutti hanno la possibilità, in questo momento, di fornire ai propri ragazzi un supporto sul quale fare lezione.

La scuola deve comprendere gli insegnanti. A cui viene richiesto di fare corsi su corsi ma a cui non si insegnano le basi dell’informatica. Non tutti hanno le stesse capacità tecnologiche. Bisogna quindi puntare ad allargare le Skills anche dei docenti e non solo dei ragazzi per permettere a tutte e due le parti di fare qualcosa di più.

La scuola futura, allora, dovrebbe imparare dalle cose positive e negative di questa pandemia e metterle in pratica, senza nascondersi dietro un dito.

#FacceCaso

Di Benedetta Erasmo

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