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Fase 2: tutto quello che (non) sappiamo su scuola e università

Fase 2: tutto quello che (non) sappiamo su scuola e università

Dopo la conferenza stampa del Presidente Conte dell'altra sera, ecco quali nuove indicazioni prevede la fase 2 per scuole e università. Non abbiamo p

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Dopo la conferenza stampa del Presidente Conte dell’altra sera, ecco quali nuove indicazioni prevede la fase 2 per scuole e università.

Non abbiamo paura a nasconderci. Per questo articolo la tentazione di lasciare la pagina totalmente bianca è stata forte. Non tanto per protesta o per chissà quale posizione di principio. Ma proprio per l’oggettiva difficoltà nello scrivere qualcosa di sensato. Alla domanda su cosa preveda la fase 2 per scuola e università, dare una risposta esaustiva è oggettivamente difficile, perché la conferenza stampa di domenica sera di Giuseppe Conte non sembra aver chiarito molti dei punti rimasti in sospeso già dalla fase 1. Ma ci proveremo ugualmente.

Partiamo da ciò che già si sapeva. In classe quest’anno non ci si torna. Se ne riparla a settembre. Lo aveva anticipato la ministra Azzolina. Il Presidente del Consiglio lo ha confermato, nero su bianco. Quale giorno, però, non si sa.

Dal 1° settembre? Probabilmente sì, ma non c’è ufficialità. Né chiarezza su possibili corsi di recupero o altre modalità di messa in paro con i programmi rimasti sospesi e non totalmente esauriti con la didattica a distanza. Proprio riguardo questo metodo, che, per inciso, sicuramente proseguirà anche nei prossimi mesi, il capo del governo si è comunque complimentato con tutto il comparto dell’istruzione, per aver saputo affrontare la “sfida inopinata” mostrando grandissima resilienza.

Sì, tutto bello. Bravi tutti. Ma quando li rendiamo stabili tutti gli insegnanti precari? Anche qui, nebbia. A parole, ribadite, l’esecutivo ha preso l’impegno di far svolgere i concorsi necessari per assumere 24 mila docenti precari e 36 mila nuovi docenti entro la fine dell’anno. Nei fatti le perplessità, soprattutto tra gli interessati, restano.

Maturità

L’unico passaggio degno di nota ha riguardato la maturità. Il Miur, ha detto Conte, sta predisponendo tutte le misure necessarie, sulla base delle indicazioni del comitato tecnico-scientifico, per consentire lo svolgimento degli esami di maturità  in presenza. Cioè non via web, ma fisicamente davanti alla commissione. Per sapere, però, come, con quali misure e in che tempi, i maturandi dovranno ancora pazientare.

Università

Se sulla scuola sono rimasti molti dubbi, l’università nella fase 2 brancola letteralmente nel buio. Il ministro Manfredi aveva dichiarato che la sessione estiva sarebbe stata salva. Ma su modalità e tempi, poco o nulla era stato accennato. E così è rimasto. Era stata paventata la concreta possibilità che si sarebbero potuti svolgere anche essi in presenza, ma il come non è stato ancora chiarito.

Le indicazioni del governo hanno solo lasciato intendere che tutti gli istituti di alta formazione potranno continuare a svolgere le proprie attività, dove possibile, con modalità a distanza, avendo particolare riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità. “E tante grazie“, è stato il pensiero  (edulcorato) di molti, come si evince dai commenti sui social.

Ancora nulla anche sul tema delle tasse universitarie, che gli studenti continuano a pagare per intero, nonostante non possano usufruire dei servizi degli atenei. Così come degli stage, dei tirocini e di tutte le attività extracurricolari, poco si sapeva, e altrettanto poco si continua a sapere. A parte che sarà assicurato, laddove necessario, il recupero delle attività formative e di ogni altra prova che risulti funzionale al completamento del percorso didattico. Ma anche qui si tratta della scoperta dell’acqua calda.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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