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13 università britanniche rischiano la chiusura… e chi se ne importa?!

13 università britanniche rischiano la chiusura… e chi se ne importa?!

In Gran Bretagna sono a rischio chiusura 13 università per problemi economici. Ma potrebbe non essere un problema così grave. I mirabolanti effetti d

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In Gran Bretagna sono a rischio chiusura 13 università per problemi economici. Ma potrebbe non essere un problema così grave.

I mirabolanti effetti della Brexit si fanno sentire oltremanica. Purtroppo per i britannici non sempre in positivo come la maggioranza politica aveva promesso. Tra i molti settori che ne fanno le spese c’è anche quello dell’istruzione. Ci sono infatti 13 università del Regno Unito che rischiano di dover chiudere i battenti a causa di problemi economici. E la ragione è proprio nel drastico calo degli iscritti che c’è stato nell’ultimo anno. Cioè da quando Londra ha voltato le spalle a Bruxelles.

In più questa primavera ci si è messo anche il Covid a far crollare ulteriormente il numero di studenti provenienti dall’estero per studiare l’inglese. Ma proprio qui emerge l’altro lato della medaglia, che potrebbe anche far esclamare un bel “chi se ne importa!“, se non fosse per il dramma di chi perderà il posto di lavoro.

I dati dell’Institute for Fiscal Studies rivelano una previsione di perdite comprese tra i 3 miliardi e i 19 miliardi di sterline nel biennio ’20-’21. Una forbice ampia che investe praticamente tutti gli atenei. Solo che quelli più grandi e famosi, pur con taglio di personale e riduzione degli investimenti, possono sopravvivere. Quelle più piccole e tutti quegli istituti nati di recente, per lo più proprio con l’obiettivo di attrarre iscritti da altri paesi, saranno invece gravemente danneggiate.

A guadagnarci, però, potrebbe essere la qualità. Da cui la tentazione di fare spallucce difronte a tale situazione. Perché a ben vedere il settore dei corsi dedicati ai forestieri ha assunto ormai da tempo caratteristiche commerciali. È diventato, cioè, l’equivalente di una trappola per turisti. Solo che anziché vendere souvenir, impartiscono lezioni base di lingua inglese. Oppure trattano in maniera superficiale alcuni argomenti, dando solo l’impressione allo studente di aver appreso qualcosa di concreto in un’altra lingua. Sono, in altre parole, quasi tutti corsi che, per come viene trattata e (non) approfondita la materia, un madrelingua non seguirebbe mai.

Perciò non sarebbe un gran perdita per la cultura, se molti di questi istituti sparissero. Cosa che sembrano proprio destinati a fare. Non si conosce nel dettaglio quali siano, ma di certo non sono i college di Oxford e di Cambridge. E, in ogni caso, grandi o piccoli che siano, possono dimenticarsi i sussidi statali di cui avrebbero disperatamente bisogno. Perché il governo conservatore guidato da Boris Johnson ritiene che un simile intervento incoraggerebbe comportamenti poco prudenti da parte di chi gestisce questo tipo di attività. Non resta quindi che dir loro “Bye Bye“.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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