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Mascherine trasparenti, il nuovo MUST HAVE tra i professori

Mascherine trasparenti, il nuovo MUST HAVE tra i professori

Un ottimo modo per non nascondere sorrisi e smorfie di rabbia. Sì, le mascherine trasparenti potrebbero essere la vera rivoluzione da portare in aula.

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Un ottimo modo per non nascondere sorrisi e smorfie di rabbia. Sì, le mascherine trasparenti potrebbero essere la vera rivoluzione da portare in aula.

È indispensabile per mantenere la prevenzione anti-Covid-19 (insieme al distanziamento sociale) e la conosciamo sottoforma di chirurgica monouso, FFP2 oppure in tessuto lavabile dalle mille fantasie; addirittura i perfezionisti l’abbinano all’intero outfit… Ok, ormai è chiaro a tutti che stiamo parlando di lei: la mascherina. Anzi, delle mascherine trasparenti.

È colei che ci ha permesso di parlare con gli occhi in questo momento storico, anche se a volte quest’abilità non è sufficiente! Per questo motivo, insieme alle prime campanelle scolastiche, risuona l’idea della mascherina trasparente certificata. Proprio così: se da una parte è stato vietato l’utilizzo delle mascherine in tessuto tra gli alunni, dall’altra si sta prendendo seriamente in considerazione quella trasparente per gli insegnanti.

La mascherina chirurgica monouso alza l’asticella della sicurezza tra i banchi di scuola ma il problema di una comunicazione poco comprensibile, inizialmente passato in secondo piano nelle lezioni in webinar, riprende vita in questa nuova fase di convivenza vis-à-vis tanto attesa. La difficoltà è tangibile e la soluzione si potrebbe trovare proprio all’interno di queste mascherine “inclusive” di cui la Francia si è resa promotrice.

Le scuole francesi, infatti, sono state tra le prime ad introdurre questa novità con l’impegno stimato di produrne 100.000 per la fine del mese; queste saranno “trasparenti, riutilizzabili, lavabili 25 volte a 60 gradi” come ha dichiarato all’ANSA il Segretario di Stato alla disabilità Sophie Cluzel.

Obiettivo principale è non perdere i valori di una comunicazione più efficiente all’interno della fase di sviluppo dei ragazzi e allo stesso tempo mantenere un adeguato livello di protezione.

Quindi con la nuova arrivata niente più rischi di incomprensioni. Tecnicamente definita “per lettura labiale”, si presta ad una maggiore spontaneità nella comunicazione in sede scolastica, a maggior ragione in presenza di alunni non udenti. Con queste premesse anche il nostro Paese ha accolto a braccia aperte la new entry, attualmente in attesa di conformità e quindi pronta a entrare in commercio molto presto. Un vero toccasana nell’ambito comunicativo: non ci resta che farle gli onori di casa!

#FacceCaso

Di Eleonora Santini

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