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Cannabis e depressione: relazione pericolosa per i giovany?

Cannabis e depressione: relazione pericolosa per i giovany?

Novità nelle ricerche sui possibili usi terapeutici della cannabis. Secondo alcuni studi recenti non sarebbe affatto utile per curare la depressione.

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Novità nelle ricerche sui possibili usi terapeutici della cannabis. Secondo alcuni studi recenti non sarebbe affatto utile per curare la depressione.

Torniamo a parlare di droga. Ma no, non è una nuova puntata della rubrica estiva di #FacceCaso. Semmai è l’ennesimo capitolo di una diatriba che va avanti da tempo immemore. La cannabis può veramente essere usata a scopi terapeutici? Le tesi a sostegno e contro questa ipotesi sono innumerevoli. Sembra una gara tra fazioni opposte a chi porta più acqua al proprio mulino. Questa volta è il turno di uno studio condotto in America che sostiene la pericolosità dell’uso di questa sostanza per combattere la depressione.

Il 50% di chi consuma marijuana pensa che sia utile contro i disturbi dell’umore e l’ansia. Tra di essi solo il 15% ha idea dei possibili rischi“. Ad affermarlo è la dottoressa Deborah Hasin, psichiatra della Columbia University, che ha curato la ricerca.

In realtà, secondo quanto emerge da questa indagine, gli effetti collaterali di un consumo costante di cannabis andrebbero addirittura a peggiorare la situazione depressiva dell’individuo. Eppure negli ultimi dieci anni si è assistito ad un vero e proprio boom di consumatori a scopo psicoterapeutico. Raddoppiato il numero di chi ne ha fa un uso mensile (una-due volte), mentre è cresciuto addirittura di tre volte il dato degli assuntori quotidiani. Si tratta di una tendenza “che medici e psichiatri devono conoscere – sostiene la stessa dottoressa – visti i possibili rischi“.

Sarebbero in particolare i più giovani a correre i rischi maggiori. La percezione tra loro è quella di una droga poco pericolosa. Ma l’abuso, anche di quella più leggera, usata per scopi terapeutici, può invece arrecare molti più danni di quanto si creda. Anche perché seppure il dosaggio di THC è molto basso, fumare dieci o più canne al giorno ne fa assumere comunque una quantità molto elevata. In pratica, il succo del messaggio che arriva da questa ricerca è:

Anche se è legale non usatene troppa perché è la somma che fa il totale. E comunque non serve per quello che pensate.

Il primo punto è condivisibile. Ma è oggettivo che valga per tante altre cose. Anche legalmente e ufficialmente riconosciute, come medicine. Se si assumono troppi psicofarmaci, poi si sta peggio di prima. Quindi non una grande novità, tutto sommato. Sul secondo aspetto invece il dibattito rimane aperto, in attesa del prossimo studio che potrebbe dire l’esatto opposto. Mentre per leggere quelli già esistenti basta fare una ricerca su Google.

Forse però, visti i numeri sulla diffusione, sarebbe più utile e auspicabile che a livello istituzionale ci fosse una vera, univoca, approfondita campagna informativa, su larga scala e scevra da preconcetti e ideologie. Come sottolinea la stessa dottoressa Hasin: “Servirebbe, per esempio, spiegare come e quanto la cannabis possa peggiorare il benessere mentale“. In ogni caso, suona meglio che delegare il compito a internet.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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