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L’ultimo discorso pubblico di Liliana Segre: si rivolge ai giovani

L’ultimo discorso pubblico di Liliana Segre: si rivolge ai giovani

Ai giovani la responsabilità di portare avanti la memoria della Shoah. «Siete tutti miei nipoti» ha detto Liliana Segre nel suo ultimo intervento pubb

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Ai giovani la responsabilità di portare avanti la memoria della Shoah. «Siete tutti miei nipoti» ha detto Liliana Segre nel suo ultimo intervento pubblico.

Liliana Segre ha tenuto il suo ultimo intervento pubblico a Rondine, vicino ad Arezzo, di fronte a una platea di 150 giovani pronti ad ascoltarla. Proprio a loro ha raccontato la sua storia e ha affidato il compito importantissimo di continuare a testimoniare gli orrori del nazi-fascismo.

La Senatrice a vita, nominata dal Presidente Mattarella nel 2018, fu deportata ad Auschwitz a soli 13 anni. Inutile dire che la tragica esperienza segnò la sua vita con una ferita profonda. Il suo ultimo discorso a Rondine è stato proprio rivolto ai giovani, quelli presenti tra la platea ma anche quelli nelle scuole italiane e non solo.

Segre ha passato il testimone ai giovani

Un discorso davvero toccante e importante per i giovani, che lei stessa ha definito dicendo «Siete tutti miei nipoti. E siete fortissimi». Ciò che ha voluto trasmettere è stato una sorta di passaggio di testimone, ha messo in mano a noi il compito di non dimenticare. Può sembrare anche scontato ma non si tratta di un compito facile, soprattutto per chi è nato molto tempo dopo.

«Non ho mai perdonato, come non ho dimenticato»

Nel suo racconto ha spiegato anche di come sia riuscita a salvarsi dalle camere a gas e di come aveva completamente perso la sua identità, rimanendo solo un numero. Nei momenti più difficili, ha raccontato, si aggrappava – anche se solo col pensiero – alla vita cercando di estraniarsi dal posto in stava.

«Quando si toglie l’umanità alle persone la soluzione è scegliere sempre la vita».

L’intervento di Mattarella

Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto contribuire alla giornata rivolgendosi ai giovani. Ha ricordato a tutti come la nostra Costituzione sia stata scritta proprio come reazione ai fatti tremendi degli anni del fascismo. L’obiettivo, ha spiegato, era proprio quello di «non permettere che i mostri del totalitarismo che avevano devastato l’Europa potessero ancora avvelenare l’Italia, il nostro continente. Mai più privazione della libertà, guerre di aggressione, mai più negazione dei diritti umani, mai più razzismo, odio, intolleranza. Questa era la comune volontà dei padri costituenti».

Il compito di noi giovani, dunque, è quello di ricordare, di studiare e continuare a raccontare. É un nostro dovere.

#FacceCaso

Di Chiara Zane

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