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Sport, noi giovany ce lo compriamo on line. Ma come si fa?

Sport, noi giovany ce lo compriamo on line. Ma come si fa?

Da dopo il lockdown è aumentata a dismisura la fruizione degli sport tramite app e prenotazione on line di corsi e campi da gioco. Anche lo sport si

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Da dopo il lockdown è aumentata a dismisura la fruizione degli sport tramite app e prenotazione on line di corsi e campi da gioco.

Anche lo sport si digitalizza. È uno dei tanti cambiamenti che il Covid-19 sta portando nella vita di tutti i giorni. Questa volta decisamente in positivo per la salute. Dalla riapertura post lockdown, infatti, è incrementata a dismisura la percentuale di persone che prenota corsi, allenamenti e campi da gioco tramite siti o app. A rivelarlo è una ricerca di Sportclubby, uno degli applicativi più scaricati in Italia, dedicato proprio alle prenotazioni in ambito sportivo. E grazie a questa svolta web 8 under 20 su 10 dichiarano di aver migliorato la loro fruizione di attività fisica.

Già in primavera, costretti dentro casa, si erano moltiplicati in rete i tutorial e le video lezioni di fitness. Ciascuno si attrezzava come poteva dentro casa per mantenersi in linea. Poi con le graduali riaperture degli impianti sportivi e i regimi a turni per contingentare gli ingressi, ecco lo smart boom.

Un indagine che ha coinvolto quasi 700 abituali praticanti di sport e frequentatori di palestre ha evidenziato un raddoppio in pochi mesi dei servizi erogati tramite internet. +130% di palestre passate al digitale, rispetto al 2019. Sia nei pagamenti, sia nelle prenotazioni o nell’aggiornamento dei clienti riguardo promozioni ed eventi. Tutto ciò ha ricevuto feedback positivi. Il 71% si è dichiarato molto soddisfatto. Tra gli under 35, in particolare, con questo nuovo sistema è sensibilmente aumentato il numero di ore dedicate all’esercizio fisico. Mentre i teenagers sono quelli che hanno trovato maggior praticità per prenotare campi da calcio (o altri sport, in misura minore).

Ma il dato più confortante è il 32% di persone che, una volta iniziato ad allenarsi durante la chiusura generale, più per noia che per altro, dalla riapertura in poi non ha smesso. Anzi grazie alle maggiori possibilità date dalla digitalizzazione, ha dichiarato di aver addirittura rivisto la propria routine. Perché la spalmatura degli orari, i corsi in streaming e la migliore visibilità delle proposte dei club, sono andati incontro alle esigenze di chi prima aveva difficoltà ad organizzarsi.

Stefano De Amici, cofondatore di Sportclubby, ha commentato: “Con il lockdown abbiamo affiancato centinaia di imprenditori sportivi per convertire l’emergenza in una grande opportunità, anticipato i cambiamenti di un mercato in rapida trasformazione“. Secondo lui, per intercettare le nuove generazioni, i centri sportivi del post-Covid dovranno abituarsi a ragionare con un’offerta sempre più accessibile, flessibile e on-demand. I dati fin qui dicono che l’intuizione pare proprio essere giusta.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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