Tempo di lettura: 1 Minuti

Fenomeno No Mask: quando la protesta diventa… contagiosa

Fenomeno No Mask: quando la protesta diventa… contagiosa

I No Mask si rifiutano di indossare la mascherina e negano l’esistenza del Covid: ma perché? Da anni ormai il movimento antivaccinista dei No Vax, na

Virus: ufficiale la chiusura delle scuole e delle università
Anche voi come me state facendo sogni strani da quando è iniziata la quarantena?
Università: si riparte con la didattica mista. Buono o no, che ne dite?

I No Mask si rifiutano di indossare la mascherina e negano l’esistenza del Covid: ma perché?

Da anni ormai il movimento antivaccinista dei No Vax, nato in America, conduce le proprie battaglie per il regresso del mondo, supportato da gruppi culturali di calibro quali i terrapiattisti e i visionari delle scie chimiche. Oggi, nel pieno dell’emergenza più complessa del XXI secolo, si sono evoluti in No Mask.

I primi movimenti contrari ad indossare la mascherina, dispositivo essenziale di protezione dal contagio di Covid 19, si sono diffusi durante i primi lockdown generali. Si è trattato infatti di un segno di protesta nei confronti della gestione dell’emergenza e della relativa quarantena, operazione che ha messo in ginocchio aziende e lavoratori di tutto il mondo. Nell’ottica negazionista, il rifiuto di indossare la mascherina e l’invito agli altri a non farlo, sono l’unico modo per contrastare il sistema.

Il covid e i lockdown, secondo loro, non sarebbero altro che un piano dei “poteri forti” per controllarci e organizzare uno sterminio di massa, in combutta con le case farmaceutiche e chi più ne ha, più ne metta.

Un’accozzaglia di idee disperate. Ma com’è stato possibile arrivare a tanto?

Senza ombra di dubbio si tratta di gruppi di persone in crisi, evidentemente destabilizzate dalla situazione, che reagiscono negando in maniera convinta. Ma un recente studio americano dell’Università della California di Riverside ha dimostrato che le persone che rifiutano le norme di prevenzione hanno una ridotta memoria del lavoro, la componente della memoria a breve termine connessa alle decisioni e al ragionamento; si tratterebbe quindi di una mancata comprensione del beneficio del distanziamento sociale e dell’utilizzo della mascherina e dei costi, anche in termini di vite umane, che questo comporterebbe.

Questo movimento non si è fatto attendere nemmeno in Italia; nelle nostre piazze si sono tenute varie manifestazioni in barba al distanziamento sociale, capitanate da conclamati tuttologi del web, al grido di “dittatura sanitaria” e “riprendiamoci la democrazia”. Se non fossimo in piena emergenza nazionale, potremmo addirittura riderci su.

#FacceCaso

Di Luca Matteo Rodinò

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0