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DAD: scelta tutta italiana? Vediamo come butta in Europa

DAD: scelta tutta italiana? Vediamo come butta in Europa

Viste le grandi polemiche che sta suscitando in Italia sul tema DAD, cerchiamo di capire insieme qual è stato il comportamento di altri paesi europei

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Viste le grandi polemiche che sta suscitando in Italia sul tema DAD, cerchiamo di capire insieme qual è stato il comportamento di altri paesi europei nei confronti della scuola in tempi di Covid.

Sull’ormai, tristemente famosa, DAD se ne sono dette di tutti i colori. Il dato di fatto emerso in queste lunghe settimane di dibattito è che a nessuno piace ma che molti ne difendono a spada tratta la necessità. La scuola, è divenuta infatti, un grosso veicolo di contagio e lo spostamento ogni mattina di milioni di studenti, possibilmente asintomatici, va assolutamente scongiurato.

Fin qui tutto chiaro. Tuttavia, per fare luce sull’esigenza di una misura o meno è sempre utile guardarsi intorno. Il Covid infatti non ha messo in ginocchio solo l’Italia e, soprattutto in Europa, sta mietendo vittime e contagi senza alcuna intenzione di fermarsi.

Abbiamo quindi deciso di farvi una veloce panoramica: come si sono comportati gli altri paesi europei?

Francia:

Macron, con il doppio dei nostri casi, ha dichiarato lo stato di lockdown alcuni giorni fa. Chiuse quindi tutte le attività economiche non necessarie. Sono vietati eventi pubblici e privati che vadano al di fuori del proprio nucleo familiare. E le scuole? Rigorosamente aperte, con studenti e professori in classe.

Germania:

i Tedeschi sono entrati in lockdown il due novembre, una versione più light rispetto a marzo ma che impone sempre grosse restrizioni. Anche qua però, scuole aperte e a pieno regime. La Cancelliera, nel sostenere la sua scelta, ha parlato, come riporta Open, “dell’importanza suprema dell’istruzione”, che non può mai essere sacrificata.

UK:

Boris Johnson, uno del leader più controversi per quel che riguarda la gestione della pandemia, ha deciso di combattere la seconda ondata con il pugno duro; e quindi, nonostante gli inglesi “amino la libertà” è partito un lockdown nazionale che però, (sorpresa!) non prevede la chiusura delle scuole; “non possiamo permettere che questo virus danneggi i nostri figli” (Open) ha dichiarato il primo ministro a più riprese.

L’elenco poi non si ferma qua:

si va in classe più o meno ogni mattina anche in Austria, Grecia, Olanda, Portogallo, come scrive l’Espresso. La scelta tutta italiana di chiudere le scuole come primo passo, invece che come ultimo, sembra quindi essere dettata dall’incapacità di fare altrimenti. Sacrificare l’istruzione in Italia si è dimostrata la prima arma per combattere il Covid.
Si saranno almeno studiate altre alternative?

#FacceCaso

Di Margherita Bonsignore

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