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Occhio alla DAD, perché il Cts ha detto che non fa proprio benissimo ai giovany

Occhio alla DAD, perché il Cts ha detto che non fa proprio benissimo ai giovany

La DAD è l'arma scelta dal governo per salvare la scuola e il paese. Ma ha anche delle controindicazioni, come dice lo stesso Cts. Ora che il virus s

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La DAD è l’arma scelta dal governo per salvare la scuola e il paese. Ma ha anche delle controindicazioni, come dice lo stesso Cts.

Ora che il virus si è, ahimè di nuovo, impadronito del nostro paese, la DAD spopola. “Non chiuderemo le scuole”, si era sentito gridare ad agosto. “Ci proveremo”, i sussurri di settembre. “Inevitabile farlo”, i pianti di ottobre. E a novembre tutti a casa.

Proprio così: si è passati dall’iniziale 50% di Didattica a distanza “consigliata”, fino all’attuale 75-100%. E tutti a casa. Cellulare in una mano, controller nell’altra e si seguono le lezioni (dai, liceali belli, volete dire che non è così?).

Ciò che più dispiace, se possiamo permetterci un commento, è che la scuola non è solo didattica. La scuola è palestra di vita. Le vessazioni dei compagni, le sbandate, i litigi coi prof sono elementi essenziali che ci aiutano a diventare adulti. Per non parlare dei viaggi “d’istruzione” (senza apostrofo?) e dei primi amori, le amicizie che durano una vita, i gruppi… insomma, bello stare a casa, ma è un tempo che nessuno renderà più indietro. “Rien ne va plus”.

Fosse solo questo…

Triste a dirsi, non è tutto. A quanto pare, la DAD avrebbe già fatto diversi danni, anche ai più piccolini tra gli studenti.

Già il Cts si era espresso, tramite il proprio presidente Brusaferro, il quale aveva asserito che “la didattica distanza (…) deve essere solo di breve periodo”.

Secondo il pediatra Giorgio Tamburlini, presidente del Centro per la salute del bambino di Trieste, infatti, “i danni provocati dalla chiusura delle scuole, così protratta, sono stati tanti e altri ne avremo”.

“La DAD non è stata efficace, la mancanza di sostegni per i bambini con difficoltà di apprendimento, la povertà, anche culturale, di certi contesti familiari hanno esacerbato le situazioni già problematiche. E anche là dove i bambini hanno avuto a disposizione la tecnologia necessaria e genitori supplenti dei maestri, questa situazione non è stata indolore”.

La maggior parte dei piccoli ha accumulato un ritardo educativo. Sarà dura recuperarlo e rischiamo che peggiori”.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

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