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Geco in bilico tra street art e vandalismo: dov’è il confine?

Geco in bilico tra street art e vandalismo: dov’è il confine?

La denuncia nei confronti del writer Geco, festeggiata dall’amministrazione capitolina come una grande vittoria, indigna molti, che gridano ad un’inac

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La denuncia nei confronti del writer Geco, festeggiata dall’amministrazione capitolina come una grande vittoria, indigna molti, che gridano ad un’inaccettabile censura artistica.

“Era considerato imprendibile ma ora Geco è stato identificato e denunciato”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi, festeggiava ieri sul suo profilo Facebook, l’arresto di questo famigerato trent’enne di San Lorenzo. In realtà, mentre la sindaca celebrava la fine di quest’incubo per il decorum romano molti altri si scatenavano in difesa del writer lanciando hashtag (free geco) o rilanciando post ironici sulle condizioni non proprio idilliache dei palazzi romani.

Il caso è interessante e spinge sicuramente a fare una riflessione: qual è il confine tra arte e vandalismo? O meglio, esiste un confine quando si considerano manifestazioni artistiche di questo tipo o la loro forza sta proprio nell’irriverente sfida alle regole, anche quelle che più ci sembrano giuste? (tipo: non imbrattarmi il muro di casa se non te l’ho chiesto).

Per i supporter, i tag di Geco sparsi in giro per la città anche se non esattamente classificabili come opere d’arte (ma de gustibus), non disturbano affatto e anzi col passare del tempo diventano parte stessa dei palazzi, rendendoli in qualche modo, tutti simili e quindi, tutti un po’ casa. Per chi poi la butta sulla libertà d’espressione, Geco ha tutto il diritto di esprimersi come meglio crede e la sua denuncia non è niente di più che una censura.
Anche Banksy, opera nell’anonimato e senza autorizzazioni. I suoi graffiti sono però considerati opere d’arte. Basquiat, uno dei più importanti esponenti del graffitismo, usava i suoi disegni per raccontarci la società americana, e basta cercare una sua opera per accorgersi del suo spessore culturale ed estetico.

Questi due nomi sono universalmente riconosciuti come due artisti rivoluzionari che con la loro arte hanno arricchito il mondo. Geco invece, è considerato da molti niente di più che un vandalo: non disegna, non veicola un messaggio, non fa riflettere, ma si limita a diffondere il suo nome in giro per l’Europa, catturando l’occhio di chi passeggia per le strade.

Se da una parte è vero che la ripetizione ossessiva di una firma potrebbe passare, più che come una forma d’arte, come un leggero caso di megalomania, dall’altra è sempre vero che l’arte non ha bisogno di una sua polizia o di una sua etichetta che ci dica cosa è accettabile e cosa no.

Il dibattito è aperto. Quindi, appassionati di street art, fatevi avanti e illuminateci: artista o vandalo?

#FacceCaso

Di Margherita Bonsignore

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