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Con il taxi in tangenziale, andiamo in succursale (semi-cit.)

Con il taxi in tangenziale, andiamo in succursale (semi-cit.)

Si sa, uno dei problemi della scuola in questo periodo è che i ragazzi non ci vanno volando. Ma se invece ci andassero in taxi? Piaciuta la semi-cit.

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Si sa, uno dei problemi della scuola in questo periodo è che i ragazzi non ci vanno volando. Ma se invece ci andassero in taxi?

Piaciuta la semi-cit. con riferimento al taxi di Rovazzi? Ok torniamo seri.

Si è detto tante volte che il problema principale del riaprire le scuole concerne non tanto quello che potrebbe accadere all’interno degli istituti, quanto ciò che potrebbe succedere all’esterno. A scuola i ragazzi sono infatti tenuti a rispettare norme molto stringenti, mentre fuori…beh, fuori liberi tutti.

Lo so, dovremmo cercare di essere tutti un po’ più coscienziosi e tenere comportamenti responsabili ovunque, ma il punto è che non sempre dipende da noi. Prendete i mezzi pubblici per esempio, nella stragrande maggioranza delle città non sono (ancora?) pronti per affrontare quest’emergenza.

E gli autobus e le banchine sovraffollate sono soltanto la punta di un iceberg oramai alla deriva e in cui i primi ad affondare saranno proprio i passeggeri. E tra quei passeggeri ci sono anche i ragazzi e le ragazze che purtroppo non hanno la possibilità di andare a scuola in limousine come Richie Rich. Ecco allora una soluzione che potrebbe semplificare lo spostamento degli studenti: i taxi.

Attraverso il nuovo Decreto Ristori, verrà infatti data, sia ai Comuni che alle Regioni, la possibilità di stipulare accordi di convenzione con i titolari di licenze taxi e NCC. In questo modo, si spera che gli studenti possano evitare il marasma del trasporto pubblico e correre così meno rischi.

Si tratta di un’iniziativa molto interessante, che il Lazio ha cominciato a sperimentare già un paio di settimane fa. La Regione ha infatti offerto ai docenti che insegnano all’interno del Comune di Roma dei buoni per l’acquisto di corse in taxi o nei veicoli a noleggio con conducente. Un’operazione che ha interessato più di 200 professori, per una spesa complessiva di oltre 4 milioni di euro.

Adesso che si è deciso di estendere il progetto anche all’altro “lato della barricata”, la cifra investita sembra destinata ad aumentare e non di poco. Per questo ci domandiamo: si tratta di una soluzione temporanea finalizzata a sopperire ad una carenza momentanea o dell’ennesimo “spreco” di risorse che bisognerebbe destinare altrove? Lo scopriremo vivendo…o morendo, asfissiati sugli autobus.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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