Tempo di lettura: 3 Minuti

Scuola e Università: che succede dal 18 gennaio tra i banchi?

Scuola e Università: che succede dal 18 gennaio tra i banchi?

Scuola e Università riaprono? Chiudono? Mezze aperte mezze chiuse, come le finestre? Cerchiamo di fare un po' di chiarezza, per quanto possibile. All

Mezzi pubblici ai tempi del Covid: tenetevi pronti per la fase 2!
Mosche e coleotteri, insetti al comando al TG USA 2.0
Drive-in e pazienza-out. Stiamo tutti fuori di test(a)!

Scuola e Università riaprono? Chiudono? Mezze aperte mezze chiuse, come le finestre? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, per quanto possibile.

Alla fine ci siamo arrivati, hanno preso una decisione su Scuola e Università. C’è voluto tempo, fatica e sudore ma si sa di che morte dovremo morire. Il nuovo DPCM, in vigore dal 16 gennaio, ha fatto chiarezza su ciò che succederà da oggi, 18 gennaio, alle istituzioni a noi tanto care.

Scuola

In sintesi, le elementari e le medie rimangono in presenza, cosa che accadeva già prima, mentre per le superiori si va da un 50% ad un 75% di studenti in presenza.

Le istituzioni scolastiche”, si legge nel DPCM, “secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, (…) in modo che a decorrere dal 18 gennaio 2021 almeno al 50 per cento e fino a un massimo del 75 per cento della popolazione studentesca delle predette istituzioni sia garantita l’attività didattica in presenza. (…) L’attività didattica ed educativa per i servizi educativi per l’infanzia, per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione continua a svolgersi integralmente in presenza.

È obbligatorio l’uso di dispositivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina”.

Università

Qui è “più facile”. Ognuno si regola come crede. Chi ritiene di poter far ripartire le lezioni in presenza, avrà da ora la possibilità di farlo. Sempre passando, però, per il Comitato Universitario Regionale.

Le Università, sentito il Comitato Universitario Regionale di riferimento, predispongono, in base all’andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle attività curricolari, da svolgersi a distanza o in presenza, che tengono conto delle esigenze formative e dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria (…)”.

Ovviamente, tutto resta legato all’evolversi della situazione.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0