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Sport, forse non è pigrizia, è solo allergia

Sport, forse non è pigrizia, è solo allergia

Oggi riportiamo e commentiamo la notizia, diffusa qualche giorno fa dal corriere.it, dell'esistenza di una presunta allergia a...l'attività fisica. P

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Oggi riportiamo e commentiamo la notizia, diffusa qualche giorno fa dal corriere.it, dell’esistenza di una presunta allergia a…l’attività fisica.

Platani, graminacee, ulivi, muffa, polvere e polline. Queste sono solamente alcune delle cose che mi fanno star male; è un insieme di anafilassi che fa di me un vero e proprio soggetto allergico. Eppure, questa mia “condizione” non mi ha mai impedito di condurre un’esistenza normale.

Con l’aiuto di qualche medicinale riesco infatti a fare sport e a coltivare le mie passioni senza troppi problemi. Tra le passioni, poi, ce n’è una a cui tengo in modo particolare: da circa due anni a questa parte, faccio l’istruttore di minibasket e mi diverto un sacco a far correre e faticare i “miei” bambini.

Ogni tanto qualcuno di loro batte la fiacca e devo spronarlo a modo mio, anche perché si può essere allergici ad un miliardo di cose come lo sono io, ma non si può essere allergici all’attività fisica, no? Ah si (semicit.)? Non ci credo, ci mancava solo questa. A quanto pare le anafilassi dovute allo sport esistono eccome e da quel che sembra, non sono nemmeno rarissime.

Stando ad alcune ricerche, infatti, ne soffrirebbe addirittura il 2% della popolazione occidentale. Ma qual è la causa di questo stranissimo fenomeno? Secondo una teoria resa nota nel 2010, le endorfine rilasciate durante l’esercizio fisico spingerebbero le cellule immunitarie a liberare l’istamina.

Quest’ultima altro non è che una sostanza chimica in grado di provocare reazioni tipiche dell’allergia quali starnuti, prurito e respiro affannato. Tuttavia, c’è anche chi dice che alla base delle anafilassi ci sia una combinazione letale tra allenamento e nutrimento; l’attività motoria, in pratica, renderebbe il tratto gastrointestinale più “fragile”, consentendo agli allergeni di stimolare le difese immunitarie.

In questo caso la soluzione sarebbe quella di non mangiare immediatamente prima o subito dopo un allenamento, non certo quella di rinunciare all’attività fisica, che è fondamentale, soprattutto quando si è molto giovani. L’allergia, infatti, non può essere una scusa. Anzi, non deve esserlo.

Perché, come dico sempre anche ai miei bambini, non importa se si è un maratoneta professionista o un semplice amatore; non importa se hai iniziato a correre dall’altro ieri o se lo fai regolarmente da più di un anno. Ciò che conta è non rimanere fermi, mai. Il pallone non arriva da solo, devi andare a prendertelo. Questo vale nello sport come nella vita, in cui l’allergia è solo un avversario da battere.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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