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PaS: il movimento Priorità alla Scuola e le sue richieste…

PaS: il movimento Priorità alla Scuola e le sue richieste…

Nell’aprile del 2020, agli albori della DAD e della pandemia, è nato il movimento PaS: Priorità alla Scuola. Vediamo insieme chi sono e cosa chiedono.

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Nell’aprile del 2020, agli albori della DAD e della pandemia, è nato il movimento PaS: Priorità alla Scuola. Vediamo insieme chi sono e cosa chiedono…

Era il 4 Marzo 2020 quando l’allora Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha disposto tramite DPCM la chiusura delle strutture scolastiche al fine di contenere il contagio da Covid19.
È passato più di un anno dall’inizio della pandemia e ad oggi, Marzo 2021, le scuole sono ancora chiuse. I brevi e disorganizzati periodi di apertura hanno provocato dissenso nell’opinione pubblica e tra i maggiori oppositori della DaD c’è sicuramente il movimento PaS: Priorità alla Scuola.

Il movimento PaS nasce nell’aprile del 2020 e si compone principalmente di genitori e insegnanti. I PaS si mobilitano per una gestione sanitaria che dia più importanza alla scuola. Nelle piazze spiegano la loro posizione: l’educazione scolastica in presenza è fondamentale e non dovrebbe essere trascurata. Per quanto la DaD possa essere funzionale in momenti di emergenza, essa non può diventare la soluzione a lungo termine. Il movimento non è certo composto da NoVax o negazionisti, anzi si proclama pienamente a favore delle restrizioni di contenimento pandemico, ma richiede più attenzione per gli studenti.

Con il nuovo DPCM in vigore i PaS tornano a mobilitarsi nelle piazze. La prossima manifestazione su base nazionale è programmata per il 26 Marzo a sei mesi dalla grande mobilitazione di settembre. Scopo principale della giornata sarà quello di puntare i riflettori sulla necessità di destinare all’istruzione un’adeguata parte del Recovery Fund in modo da far ripartire la scuola pubblica.

Tra le richieste primarie del movimento c’è un ridimensionamento del numero di alunni per classe – le cosiddette classi “pollaio” – e l’assunzione nonché sprecarizzazione degli insegnanti. Inoltre, viene necessario anche mettere in sicurezza gli edifici scolastici che versano spesso in condizioni inadeguate alla loro funzione. Ma queste sono solo alcune delle richieste ed è possibile consultare il “Piano di rilancio per la scuola” proposto dai PaS sul loro sito.

Fuor di polemica e politica, ad un anno dalla chiusura delle scuole, c’è solo da fermarsi a riflettere. Sicuramente la scuola avrebbe potuto far di più, ma è altrettanto sicuro che c’è comunque da esser fieri dello spirito di adattamento di professori e alunni. Da quest’anno tremendo e complesso, abbiamo imparato proprio tutti.

#FacceCaso

Di Martina Borrello

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