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Studenti di medicina senza vaccino, l’intervista ad una studentessa su Radio Sonica

Studenti di medicina senza vaccino, l’intervista ad una studentessa su Radio Sonica

Roma, studenti di medicina senza vaccino obbligati a seguire le lezioni in presenza; ne parliamo con la studentessa Diletta Satta su Radio Sonica. La

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Roma, studenti di medicina senza vaccino obbligati a seguire le lezioni in presenza; ne parliamo con la studentessa Diletta Satta su Radio Sonica.

La scorsa settimana durante la rassegna stampa di FacceCaso su Radio Sonica (tutti i giorni dalle 13 alle 14) siamo stati contattati da un’ascoltatrice: Diletta Satta. Ci ha segnalato che gli studenti di medicina senza vaccino sono obbligati a seguire le lezioni in presenza.

Ecco l’intervista di _Riccardo Zianna_ e riportata da Luca Matteo Rodinò andata in onda ieri, 8 Marzo 2021, su Radio Sonica.

Ciao Diletta, cosa sta succedendo agli studenti di Medicina de La Sapienza di Roma?
I medici sono stati descritti come eroi ma hanno lavorato in condizioni disperate, rischiando il contagio. Molti sono morti. È doveroso riflettere sui medici del domani, io sono al quarto anno di studi. Facciamo tirocini ma non siamo stati considerati quando mancava personale, anzi sembrava fossimo un peso. Tutto il personale medico è stato vaccinato, ora si è passati alle forze dell’ordine. Noi siamo stati saltati, siamo studenti di medicina senza vaccino. Mi sembra assurdo che nessuno parli di questa situazione. Si sono dimenticati di noi.

Quindi è questo il motivo per cui state protestando?
La scorsa settimana abbiamo dichiarato uno sciopero dalle lezioni in presenza, cui molti hanno aderitio. Gli studenti in sede (a meno di 150km da Roma) sono obbligati a seguire le lezioni in presenza per 14 giorni al mese. Studiamo al Policlinico Umberto I, che è centro covid, potremmo essere veicoli di contagio ma siamo costretti a viaggiare sui mezzi senza alcuna copertura vaccinale, un rischio per noi e gli altri. La situazione paradossale è che noi pendolari prendiamo un regionale per viaggiare da fuori Roma, ad esempio, mentre i fuori sede magari hanno la casa in città, vicino l’università, e sono meno esposti a questo rischio.

Sei preoccupata di poter contagiare i tuoi cari?
Non vivo con i miei genitori ma lavoro per una famiglia con un bambino neonato. Tutti abbiamo degli affetti, è difficile incontrare anche un fidanzato o un parente fragile.

Recentemente Stefano, studente umbro, raccontava che gli studenti fanno tirocini senza vaccino. Come si risolve il problema secondo te?
Vaccinando. Si sono dimenticati della nostra categoria. Non siamo essenziali perché non siamo coinvolti in corsia. Gli infermieri infatti sono stati vaccinati. Se in tempo di pandemia ci avessero chiesto aiuto, avremmo risposto positivamente. Non siamo considerati nemmeno come forza lavoro. Abbiamo inviato tante email, la risposta è stata “potete andare a fare l’aperitivo, potete venire a lezione”, una risposta ufficiale da parte di persone che hanno responsabilità all’interno dell’università. Non è la facoltà in cui vorrei stare, vorrei essere tutelata, i nostri messaggi finiscono nelle scrivanie di qualcuno. Un altro esempio assurdo è quello di non aver concesso l’esonero dalle lezioni in presenza in tempo di pandemia a due ragazze in maternità che lo hanno richiesto, che studiano e lavorano.
Potete seguirci su Facebook: Studenti unitƏ di Medicina e Chirurgia.

Al termine dell’intervista un’ascoltatrice ci ha inviato un messaggio per aggregarsi all’appello di Diletta: “sono una fisioterapista, libera professionista, che lavora in privato. Del vaccino neppure l’ombra, tutti i giorni lavoro con pazienti anziani o immunodepressi ma per me non è prevista la vaccinazione, come se non esistessi”.

Le 2 canzoni scelte da Diletta per la nostra intervista:

#FacceCaso

Di Luca Matteo Rodinò & _Riccardo Zianna_

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