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FacceSapè: ecco la nostra intervista con il duo milanese Mombao

FacceSapè: ecco la nostra intervista con il duo milanese Mombao

Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi è il duo Mombao a passare sotto le grinfie di Giorgia per parlare del suo nuovo singolo “Es

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Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi è il duo Mombao a passare sotto le grinfie di Giorgia per parlare del suo nuovo singolo “Essaiere”.

I Mombao sono un duo di Milano, formato da Damon Arabsolgar (Pashmak) e Anselmo Luisi (Le Luci della Centrale Elettrica, ha collaborato con Selton, Giovanni Falzone, Virtuosi del Carso). E’ un progetto coinvolgente e originale, a metà fra una performance e un concerto: i due performer mescolano canzoni inedite in diverse lingue a canti popolari provenienti da diverse culture riarrangiati in chiave rock elettronica. La performance avviene al centro della sala, con i due musicisti coperti di argilla e body paint, circondati dal pubblico. La radice popolare del progetto permette ai Mombao di avere un carattere transterritoriale e di avere presa anche su culture diverse. La performance che ne consegue è un rituale mistico in chiave rock/elettronica in cui il pubblico viene coinvolto e trascinato per passare da uno stato di grande concentrazione e ascolto ad un ballo liberatorio.

Da pochissimo è uscito il loro nuovo singolo e noi li abbiamo intervistati!

E’ passato un po’ dalla vostra ultima pubblicazione, cos’è successo nel frattempo?
Nel frattempo soltanto successa una pandemia mondiale! Scherzi a parte, dopo il primo EP abbiamo dedicato molte energie per curare la performance dal vivo e per arrangiare brani nuovi da proporre ai concerti al nostro pubblico, poi eravamo pronti per pubblicare questo singolo e… e niente, era marzo 2020, abbiamo preferito rimandare per capire cosa sarebbe successo nel mondo musicale. Adesso abbiamo deciso di far uscire questo brano e qualche altro brano nel prossimo futuro sia perché ci piaceva condividere questa nostra esperienza musicale sia perché non volevamo tenercela da parte troppo tempo; certi brani rischiano di perdere l’anima se rimangono per troppo nel congelatore..

Come avete passato la prima quarantena? Separati? Combinato qualcosa?
L’abbiamo passata separati, Anselmo a Trieste e Damon a Milano. Tutto sommato si, ci siamo ingegnati per creare qualcosa di interessante: abbiamo fatto le preproduzioni per una versione elettronica di un brano tradizionale tataro (la comunità turca della Crimea) che pubblicheremo in un prossimo album. Ma la cosa più divertente è stata organizzare un concerto live su Rust, un videogioco survival. Beh, quella è stata davvero un’esperienza davvero surreale, ne potremmo parlare a lungo… il nostro manager tuttofare Isacco Zanon ne ha fatto un bellissimo mini-documentario, guardatelo perché merita!

Questo è un portale dedicato agli studenti, quindi non possiamo non chiedervi quali sono i vostri percorsi scolastici e in che modo vi avrebbero influenzato.
Anselmo: La cosa davvero divertente è che ci siamo conosciuti perché entrambi studiavamo alla Bocconi, quindi possiamo dire che studiare economia ci ha influenzato per dedicarci alla musica!
Devo dir la verità, come percorso formativo penso ci abbia aiutato un sacco per sognare mantenendo i piedi per terra; è importante immaginare le cose più pazze e strampalate ma sempre tenendo a mente scadenze, budget, risorse disponibili e competenze da mettere in gioco.
Damon: io ho studiato linguaggi di programmazione alle medie, poi ho fatto il classico mentre studiavo pianoforte, ho incominciato a registrare dischi mentre studiavo economia e ora alterno lavori manuali o di sound design alla scrittura di pezzi intimi al pianoforte e sto praticando yoga il più possibile. Di sicuro l’alternanza fra concretezza e sogno, geometria e magia, esodo e quartiere è una palestra che mi ha influenzato molto nel modo di ragionare e mettere insieme i pezzi.

Ci raccontate la storia che sta dietro Essaiere?
Essaiere è un canto tradizionale yoruba nigeriano che è stato insegnato ad Anselmo durante un laboratorio di body percussion. E’ un canto che parla di speranza, la traduzione inglese dice “make the world good, the next generation is coming”. Ma capirne il testo non è importante, crediamo racchiuda un significato più profondo e ancestrale che non ha bisogno di parole per essere comunicato.
Abbiamo deciso di farne una versione nostra durante una residenza al Metaforte, un’associazione di alcuni amici artisti che ha sede in una torretta telemetrica che affaccia sulla laguna di Venezia, un posto assurdo. E’ stato anche il luogo dove abbiamo registrato il video con Oscar Valenzin, regista e videomaker.

Come state?
Damon: Diciamo che abbiamo vissuto questo periodo in modi molto diversi. Io sono rimasto a Milano, la vita qui nella metropoli non perdona quindi stringo i denti. I mesi passano e mi sembra che la forbice si stia spalancando, invece che rimanere tutti sullo stesso piano, come un anno fa, sta divaricando le esperienze di questo periodo, chiarendo una volta per tutte certe differenze pre-esistenti che però rimanevano a volte nell’ombra. Purtroppo il tempo per dedicarmi al mio percorso, immergermi nel processo, è poco quindi cerco di centellinare i momenti liberi, il mio atto politico di resistenza attualmente è continuare a tenere gli spazi dedicati all’arte e alla cura del se, trovare ogni giorno nuove strategie per salvaguardare le condizioni per poter continuare a creare con pace interiore.
Anselmo: io ho passato quasi tutto l’ultimo anno a Trieste, e nonostante tutto me la sto passando bene, non posso lamentarmi. Ho fatto più sport quest’anno che in tutto il resto della mia vita, e questo mi ha aiutato a tenermi in equilibrio. Ho approfittato per imparare nuovi hobby e nuove skill: montaggio video, sci alpinismo, botanica, musica con la loop station. Ovviamente si spera sempre che questo periodo si concluda il prima possibile per tornare a suonare!

A quando un nuovo album?
Work in progress: a dicembre ci siamo trovati per delle nuove registrazioni al Supermoon studio di Giacomo Carlone, per ora abbiamo in piano di far uscire un nuovo album o Ep in autunno. Poi in canna c’è ancora un altro singolo che pubblicheremo in primavera, un nuovo mini-documentario di Isacco Zanon, insomma ce n’è di roba. Stay tuned!

#FacceCaso

Di Giorgia Groccia

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