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Netflix sta facendo gli europei: “Barbari”, il mercato unico e la questione delle lingue

Netflix sta facendo gli europei: “Barbari”, il mercato unico e la questione delle lingue

Netflix sta facendo gli europei e abbiamo le prove: la nuova serie "Barbari" ha incollato davanti allo schermo tutta Europa, creando un'occasione unic

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Netflix sta facendo gli europei e abbiamo le prove: la nuova serie “Barbari” ha incollato davanti allo schermo tutta Europa, creando un’occasione unica.

La varietà di lingue è, storicamente, più un ostacolo che un vantaggio. Le lingue diverse dividono e generano incomprensioni. Nel vecchio continente, tuttavia, la questione è un po’ più complessa. Netflix questo lo sa e, come a suo tempo la TV fece gli italiani, oggi Netflix sta facendo gli europei.

Le occasioni in cui gli europei guardavano lo stesso programma erano generalmente poche, solitamente la Champions League o l’Eurovision Song Contest. Oggi Netflix sta iniziando a trattare l’Europa come un mercato unico, con una storia comune, e perciò sta realizzando dei prodotti ad hoc per gli europei, fruibili in tutte le lingue ufficiali dell’Unione Europea e dei suoi stati membri.

L’ultimo esempio è Barbari che ha letteralmente incollato gli europei davanti allo schermo. La serie (tedesca) è un racconto fittizio degli eventi dell’occupazione della Germania da parte dell’Impero Romano, con la conseguente ribellione delle tribù germaniche guidate da Arminio.

Mentre le varie nazioni producono programmi nazionali, Netflix sta facendo gli europei. Anche perché sa che il sentimento europeista, per quanto non sembri, è molto più radicato tra i più giovani, complice anche il programma Erasmus.

Le lingue dell’Unione Europea oggi sono 24, e i suoi cittadini hanno il diritto di usare una qualsiasi di queste per comunicare con le istituzioni europee; i parlamentari europei possono utilizzarne una a loro preferenza per gli interventi in aula; i testi legislativi sono disponibili in tutte le lingue d’Europa.

Tutto ciò è possibile probabilmente grazie alla traduzione, che Umberto Eco ha provocatoriamente definito la lingua d’Europa. Questo perché il vecchio continente ha una lunga tradizione di traduzione e, ancora oggi, in ogni Paese europeo è comune trovare testi tradotti in altre lingue europee. Eppure, la molteplicità di lingue serve a ciascun paese membro per affermare la propria identità, per poi confrontarsi nell’ambiente europeo, e arricchirlo.

#FacceCaso

Di Luca Matteo Rodinò

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