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FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo di Anna Bassy

FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo di Anna Bassy

Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi è Anna Bassy a passare sotto le grinfie di Giorgia per parlare del suo nuovo singolo “Wind,

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Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi è Anna Bassy a passare sotto le grinfie di Giorgia per parlare del suo nuovo singolo “Wind, Rain”.

Esce venerdì 14 maggio 2021 Wind, Rain, il nuovo singolo della cantautrice italo-nigeriana, nata e cresciuta a Verona. Anna Bassy ci fa entrare nel suo personalissimo mondo di atmosfere subacquee, dove convivono soul e movenze elettroniche. Il brano nasce da un arrangiamento di sole voci, e prova così a descrivere un senso di smarrimento, l’incapacità di progredire, e di contro un movimento interiore inarrestabile dei pensieri, un movimento che destabilizza e che è paradossalmente, la causa dell’immobilità.

Wind, Rain porta un appello alla Natura, che ha la capacità di portarci sollievo.

Ecco cosa ci ha raccontato!

Esiste una scena musicale a Verona? Chi ne parte?
Esiste, siamo tante e tanti. Non faccio nomi perché sicuramente dimenticherei qualcuno, ma ci influenziamo a vicenda, non solo a livello musicale ma anche come esperienze, impegno, energia. Più che altro mi sembra che manchino le occasioni per valorizzare le tante realtà musicali. Ci sono luoghi che si impegnano a promuovere la musica di qualità ma sempre troppo pochi, e a volte temo che d’ora in poi, sarà ancora più difficile trovarli.

È vero che mancano voci femminili nella scena musicale?
Secondo me le voci non mancano, ma non le valorizziamo abbastanza. Entrano in gioco sia le stesse problematiche che riguardano l’ambito lavorativo in generale, più tutta una serie di preconcetti che riguardano le donne nel mondo della musica, preconcetti dai quali noi per prime siamo condizionate. Ma non voglio generalizzare, ci sono iniziative e realtà che semplicemente lavorano in maniera professionale e che si focalizzano su che cosa si fa e non su chi lo fa. Se poi penso ai miei ascolti devo dire che vedo molti più nomi di artiste che seguo e alle quali mi ispiro, in questo momento.

Quali sono le tue influenze folk? E quali le altre?
Mi sembra sempre che le mie stesse influenze non siano così ben definite a livello di generi musicali, amo molti artisti che sono piuttosto trasversali a mio parere, Nina Simone ad esempio, o Ben Harper, Tracy Chapman; poi ci sono artiste meno “classiche” come Fatoumata Diawara, Nneka, Ayo… la lista sarebbe infinita però, anche Lauryn Hill, Erikah Badu… In realtà, tutta la musica che ho ascoltato penso faccia parte di me, a volte senza che io me ne renda conto.

Come nasce la tua collaborazione con Duck Chagall?
Con la band cercavamo un produttore che ci aiutasse in studio a far emergere gli apporti musicali di ogni componente e allo stesso tempo mantenere l’intenzione con cui i brani erano nati. Duck Chagall (aka Francesco Ambrosini) aveva già collaborato con artisti che seguo e stimo musicalmente e di cui mi avevano colpito le produzioni, e quindi la scelta è ricaduta su di lui. Ormai collaboriamo da circa un anno e mezzo, e ad ogni brano a cui lavoriamo l’intesa si rafforza, è un collaboratore prezioso.

Cosa puoi anticiparci del tuo disco in uscita?
I brani all’interno saranno tutti pezzetti di me, nati in momenti differenti, ma accomunati dal tema: in qualche modo tutti parlano di paure, differenti tipologie di paure, quelle più personali, o che respiro nel mondo che mi circonda. Ma ognuno di loro porterà anche un appello a reagire, ad agire. L’EP conterrà i due singoli già usciti, un inedito e altri due brani che finora abbiamo presentato solo live.

#FacceCaso

Di Giorgia Groccia

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