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Cos’è la psicologia del viaggio? ATTENZIONE: articolo non adatto ai deboli di cuore

Cos’è la psicologia del viaggio? ATTENZIONE: articolo non adatto ai deboli di cuore

Entriamo in punta di piedi nel tanto ambizioso mondo del viaggio e nel suo panorama psicologico, con la speranza di tornare a farlo il prima possibile

Parliamo di droga. Puntata 1: la cocaina
Parliamo di droga. Puntata 4: l’ecstasy
Parliamo di droga. Puntata 2: la marijuana

Entriamo in punta di piedi nel tanto ambizioso mondo del viaggio e nel suo panorama psicologico, con la speranza di tornare a farlo il prima possibile!

Rinfreschiamo la nostra mente immergendoci nelle acque cristalline di quel viaggio che… beh, ora possiamo vederlo solo in foto! Ma dove avevamo fatto quell’escursione? Ah, e poi, stavo pensando a quella sciata in cui… ok.

La smetto di scrollare il mio rullino fotografico!

Dicono che parlandone si esorcizzi il dolore. Lo stesso che proviamo in questo momento storico nel non poter più ritrovare quel senso di evasione che, diciamocelo, solo viaggiando abbiamo. Uè, ma stringiamo i denti!

Così, nel frattempo, la nostra attenzione si sposta su quella che oggi viene definita la “psicologia del viaggiatore” in cui è tutto scientificamente spiegato.

Oltrepassando l’ambizione della meta che viaggia, appunto, in parallelo con il nostro modus essendi – tra preferenze o necessità – esiste un fenomeno, quello del dinamismo, che funge da terreno fertile per le radici di ognuno di noi.

Gli esperti lo hanno definito come un punto di vista ciclico e primitivo che deriva proprio dal nomadismo. Siamo nomadi per natura: dall’istinto primordiale si è arrivati a un bisogno quasi necessario. E non è un caso che nella generazione “in costante movimento” siano nati dei veri e propri progetti in proposito (vedi il design nomade).

Ma i concetti psicologici non finiscono qui.

Nella ricetta del perfetto viaggiatore aggiungiamo un pizzico di “sensation seeking” e “peak experience” quanto basta, rispettivamente la ricerca di sensazioni forti e l’esperienza di picco cioè il più alto livello di euforia.

In termini di viaggio questa forma di ricerca prende vita dal nostro costante bisogno di essere alla ricerca di stimoli: è un modello di curiosità che si tramuta nell’atto di andare.

Complice? L’esistenza open minded che genera il senso di stupore durante il quale tutti i sensi sono più sensibili, estasi compresa.

Quindi, perdoname madre por mi vida nomade!

#FacceCaso

Di Eleonora Santini

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