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FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo di Leo Lennox

FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo di Leo Lennox

Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi è Leo Lennox a passare sotto le grinfie di Giorgia per parlare del nuovo disco. In occasio

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Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi è Leo Lennox a passare sotto le grinfie di Giorgia per parlare del nuovo disco.

In occasione dell’uscita del suo ultimo singolo per Revubs Dischi, dal titolo “Pour Moi”, abbiamo fatto qualche chiacchiera con il talento pugliese Leo Lennox.

Benvenuto su Facce Caso, Leo! Presentati, se ti va, ai nostri lettori.
Salve, grazie di cuore per lo spazio!
Mi chiamo Leonardo e sono nato in Umbria, nel 2000.
Qualche anno addietro mi sono trasferito in una cittadina in provincia di Bari e ho scoperto nella mia cameretta l’amore per la scrittura, che oggi mi ha portato qui, rima dopo rima e brano dopo brano.

È disponibile su tutte le piattaforme digitali “Pour Moi”, il tuo nuovo singolo. Ti va di raccontarcene la genesi, e magari svelarci qualche aneddoto sul lavoro di produzione?
Pour Moi è uno storytelling che nasce dal bisogno di raccontare e assimilare una relazione giunta al termine.
È il punto di rottura, ma può essere percepita anche come l’inizio di una nuova fase.
Io e il mio producer V5K abbiamo iniziato a lavorarci circa un anno e mezzo fa, abbiamo curato ogni minimo dettaglio del brano affinché suonasse esattamente come volessimo.

A proposito di questo: nella contemporaneità, il producer sembra aver assunto un ruolo ormai determinante quanto quello dell’autore del brano. A volte, capita di ascoltare brani in cui il lavoro di produzione supera, per qualità, la canzone stessa. Nel tuo caso il rapporto è ben equilibrato: ci racconti come si sviluppa il tuo lavoro di produzione? Che ruolo ha il producer, nella scrittura dei tuoi brani?
Il tappeto sonoro è sicuramente determinante per la mia musica. Scrivo quasi sempre solo quando la produzione musicale è pressoché ultimata ed il lavoro in studio con il mio team di producers mi permette di esprimermi a pieno.

Parliamo anche un po’ dalla scena che ci circonda. Tu vieni dal rap, giusto? Cosa ne pensi della scena rap di oggi, e che direzioni pensi debba prendere il genere per non diventare “copia di sé stesso”? Tu, in effetti, contamini molto con il pop.
Mi fa molto piacere che si sia percepita la mia matrice rap ed urban.
Effettivamente sono stato vicino ad un contesto molto hip-hop, ma sin da subito ho sentito il bisogno di ampliare la mia concezione musicale e ho contaminato il rap con vari generi.
Non mi piace etichettare quello che faccio, ma sono contento quando riesco ad usare il rap per avvicinarmi ad altri generi musicali che sento miei.
Ritengo la scena rap italiana molto interessante in quanto in continua evoluzione.
Siamo vicini ad un ulteriore ricambio di genere e dalla trap si sta ritornando verso sfumature di suono contaminate dagli anni 80 e 90.
Staremo a vedere quali saranno i nuovi trend.

Qual è la cosa che ti fa più paura? E quale invece quella che ti da sollievo, nei momenti di angoscia?
La mia paura più grande è il fallimento, inteso come il non riuscire a raggiungere i propri goal.
Chi è in questo ambito deve sempre fare i conti con l’incertezza e la paura di fallire ed io sto imparando a non crearmi inutili aspettative.
Sicuramente, per stare meglio, penso all’amore che ricevo dalle persone che mi vogliono bene.
I valori affettivi hanno un ruolo portante nella mia vita e sto imparando a non darli mai per scontati.

Consigliaci un artista emergente che spacca!
Mi piacerebbe segnalare al pubblico un ragazzo di Bari con cui ho avuto la fortuna di collaborare in passato. Si tratta di Gabriele, Il Guapo che considero uno degli emergenti più versatili e talentuosi di oggi.
Gli voglio un bene immenso e spero che possa fare ancora più strada di quanta ne stia facendo ora.

Salutaci facendoci venire voglia di ascoltare “Pour Moi”, il tuo secondo singolo per Revubs Dischi.
Beh, mi risulta sempre difficile persuadere qualcuno, ma credo che Pour Moi vada ascoltata se si cerca genuinità e spontaneità.
È uno storytelling che può intrattenere ma anche emozionare.

#FacceCaso

Di Giorgia Groccia

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