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FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo di CASX

FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo di CASX

Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi è CASX a passare sotto le grinfie della nostra redazione per parlare del nuovo singolo. Es

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Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi è CASX a passare sotto le grinfie della nostra redazione per parlare del nuovo singolo.

Esce venerdì 23 settembre 2022 in distribuzione Stage One “Seminterrati” il singolo di debutto dell’enigmatico progetto CASX, moniker di Arianna Puccio. Un nuovo inizio per la scena underground di Milano, un nuovo capitolo che affonda e si stratifica di influenze dark e alternative e che parla a una generazione dimenticata: quella che ha vissuto Myspace e le band chiuse nei garage, quella esclusa dai bonus e quella che, di base, torna a casa ubriaca e non sa che cosa fare in futuro.

E non potevamo che farle qualche domanda.

Questo è un portale dedicato agli studenti, quindi non possiamo che iniziare col chiederti qualcosa sul tuo percorso scolastico.
Dopo anni burrascosi al liceo scientifico mi sono laureata in Media Design e Arti Multimediali alla NABA, un corso che ora è stato modificato ma che ai tempi era un percorso che ti dava una preparazione base sul mondo del cinema, dell’audiovisivo, della grafica e della comunicazione in generale. Durante quegli anni ho poi lavorato come grafica e art director in azienda e parallelamente facevo l’assistente in università. L’anno dopo la laurea, per un anno ho preso la cattedra di cui facevo assistenza e continuavo comunque a lavorare come grafica. Mi mancavano delle competenze per fare quello che volevo fare nella vita e quindi ho mollato tutto e sono andata a studiare Web Marketing e Digital Communication. Ho sempre voluto fare l’art director e sapevo che per farlo mi servivano molte competenze, e soprattutto molte esperienze. Dopo essermi laureata infatti sono andata a fare un bel po’ di gavetta nei locali di Milano e affiancamento in alcune etichette indipendenti. Nel 2020 ho poi fondato Studio Cemento.

Quanto è complicato conciliare l’attività che ha portato al tuo progetto musicale Casx, con il tuo lavoro con Studio Cemento?
Ci ho messo due anni di gestazione per far uscire CASX un po’ perché Studio Cemento in questi anni mi ha preso tutte le energie, un po’ perché per alcune cose serve tempo. Sono una stacanovista quindi il mio lavoro prenderà sempre una grossa fetta del mio tempo, ma CASX in questi anni è stato un progetto che mi ha dato una fune di fuga da momenti difficili, un po’ lo si capirà dai testi, un po’ è un modo di dare una parte di me diversa dal solito.

E quanto invece queste due cose sono connesse e si completano?
Le due cose non sono propriamente connesse, ho proprio deciso di non fare uscire CASX come un progetto Studio Cemento, perché per il momento è una cosa che voglio tenere separata. Studio Cemento è una cosa dedicata agli altri artisti, CASX è una parte di me più intima, nascosta. Ci ho messo anni per fare uscire questo progetto perché racconterò cose complicate che molte persone non sanno di me, nemmeno la mia famiglia e questo mi renderà irrimediabilmente vulnerabile, cosa che cerco di non essere a lavoro.

Ci racconti quegli anni che racconti in Seminterrati, il tuo singolo di debutto?
La prima bozza di Seminterrati l’ho scritta tornando a casa dopo una festa. In quegli anni mi ero appena trasferita a Verona, dopo il triennio dell’università, studiavo li e vivevo da sola in un monolocale in centro. Era la prima volta che stavo “lontana” da casa e che dovevo arrangiarmi da sola, ed era anche un periodo in cui avevo molti problemi di salute. È stato uno dei periodi più difficili ma anche il periodo più bello, infatti scappo sempre a Verona quando le cose si fanno pesanti. Quella sera ero andata ad una festa di una radio che viene registrata in questo spazio stranissimo, immaginate un negozio, da una parte la postazione radio dall’altra una finestra che da sulla cucina da cui ti passano le birrette. Le feste che organizzavano si svolgevano principalmente sul marciapiede davanti alla vetrina, ma una di quelle sere mi sono accorta che c’era una scala che portava a un enorme seminterrato pieno di luci psichedeliche, divani, birre e con immagini giganti proiettate sui muri. Quella sera ho conosciuto un sacco di persone e la cosa che avevano in comune tutte queste persone era il bisogno viscerale di farcela, l’ambizione di realizzare i propri sogni che si scontrava però con la mancanza di prospettive reali dovute a un sistema in cui viviamo che non funziona per noi giovani. Quella festa era nel 2016, ma nel 2022 non è cambiato assolutamente niente e la sensazione è sempre la stessa.

E adesso cosa bolle in pentola?
‘Seminterrati’ è il primo di una lunga serie di singoli che spero di farvi ascoltare molto presto, mi piacerebbe far uscire un disco per come ce l’ho in mente, ma ormai la parola “disco” fa rabbrividire la discografia. Sicuramente le prossime cose piaceranno ai nostalgici come me, sempre con quel pizzico di Famiglia Addams che mi caratterizza. E poi vi ricordo che siamo entrati nella mia stagione, la Spooky Season, quindi da qui a ottobre tutti può succedere!

#FacceCaso

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