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FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo di L’Avvocato Dei Santi

FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo di L’Avvocato Dei Santi

Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi è L'Avvocato Dei Santi a passare sotto le grinfie della nostra redazione per il nuovo singo

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Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi è L’Avvocato Dei Santi a passare sotto le grinfie della nostra redazione per il nuovo singolo.

È uscito mercoledì 19 aprile 2023 su tutte le piattaforme digitali il nuovo singolo del progetto L’Avvocato Dei Santi, dal titolo “Non puoi scegliere”. Un nuovo atteso capitolo, preambolo di un nuovo disco, che arriva ad un anno di distanza dall’ultima pubblicazione, per il cantautore, musicista, produttore e poliedrico esponente della scena romana Mattia Mari, conosciuto anche per la sua attività coi Giuda e i Belladonna.

Noi lo abbiamo intervistato, e come sempre non potevamo che partire dal suo percorso scolastico. Ecco com’è andata!

Questo è un sito dedicato agli studenti, quindi non possiamo che iniziare col chiederti qualcosa in più sul tuo percorso scolastico. Com’è andata?
Verso la fine delle medie avevo capito sin da subito che la disciplina non mi apparteneva più di tanto, quindi decisi di intraprendere un percorso che non sarebbe dovuto sfociare per forza in un’università. Ho frequentato uno dei tanti istituti alberghieri della mia città. Mangiare e bere bene sono da sempre tra le mie più grandi passioni, ma avrei certamente potuto vivere quegli anni in maniera diversa. Son stato troppo preso dalla musica sin da giovanissimo per prendere seriamente lo studio di altro, e oltretutto se tornassi indietro sceglierei sicuramente di affogare in un liceo classico o artistico.

Che tipo di rapporto hai invece con lo studio della musica? Si può fare musica anche senza studiarla? Com’è stato per te?
Ho studiato propriamente musica per qualche anno, tra gli 11 ed i 17 anni, iniziando dalla batteria che è il mio strumento primario. Poi purtroppo iniziando a suonare tanto in giro, e avendo capito che in quel momento non volevo saperne un po’ di tutto, ma specializzarmi solamente in ciò che mi piaceva, ho fatto tanta “esperienza sul campo”. In realtà poi, a parte la teoria musica, studio musica costantemente. Il mio ascolto, oltre al primo approccio totalmente istintivo ed emotivo che per fortuna riesco tutt’ora a mantenere, è completamente attivo e non passivo. Mi chiudo quindi a cercare di capire perché una canzone specifica mi piace, gli elementi utilizzato negli arrangiamenti, i passaggi armonici. È un costante mettere tutto al microscopio e capire com’è fatto qualcosa e perché muove delle corde dentro di me.

“Non puoi scegliere” arriva dopo un periodo di assenza di un anno. Cos’è cambiato nel frattempo nella tua vita e di conseguenza anche nel tuo progetto?
Nella vita cambia tutto e non cambia nulla, costantemente. Ero in procinto di uscire con dei brani già un anno fa dopo l’uscita di AMANDOTI, ma poi l’universo si è messo di traverso e non mi sono sentito nella condizione giusta per seguire quel tipo di impegni che consegue un’uscita. Non avevo testa, ne cuore.

Che cosa puoi anticiparci sul tuo lavoro in arriva in primavera?
Posso dire che è la prima tranche di un progetto spalmato in più capitoli, e che questi capitoli è come se fossero dei best of di periodi di scrittura e produzioni molto diversi tra loro.

A chi dice che il mercato musicale è ormai saturo, cosa possiamo rispondere?
Che è abbastanza vero per il fatto che le uscite si sono più che moltiplicate oramai, rispetto al passato, ma non è tanto la questione numerica il problema, a mio parere. Il problema sono i cloni: troppa roba suona tutta uguale. Stessi suoni, stesso modo di cantare, di scrivere. Non c’è molta personalità, almeno in ambito sonoro. Trovo sicuramente più penne affilate che una direzione musicale chiara e personale, tra i giovani artisti che mi capita di sentire. Sono sempre usciti tanti dischi nella storia, ma se ognuno trovasse davvero un suo suono, qualcosa che lo renda riconoscibile tra mille, allora non ci sarebbe problema e sicuramente ognuno avrebbe il suo spazio.

#FacceCaso

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