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FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo dei Blind Loops

FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo dei Blind Loops

Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: sono i Blind Loops a passare sotto le grinfie della nostra redazione per il nuovo singolo. Co

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Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: sono i Blind Loops a passare sotto le grinfie della nostra redazione per il nuovo singolo.

Con un piede piantato nella tradizione accademica e l’altro proiettato verso una ricerca sonora personale e sempre in movimento, i Blind Loops sono una delle proposte più interessanti della nuova scena strumentale italiana. Tra nu-jazz, elettronica e improvvisazione, il trio continua a costruire un linguaggio che sfugge alle etichette e si concentra sull’esperienza d’ascolto pura, senza narrazioni forzate. Con il nuovo singolo “Drift”, i Blind Loops inaugurano una fase creativa più matura e sperimentale, lavorando su metriche che slittano, si spezzano e ricompongono come onde. Li abbiamo incontrati per parlare di formazione, di metodo, di libertà e di futuro — quello imminente, con un nuovo singolo in arrivo a gennaio, e quello più lontano, che li porterà al debut album nel 2026.

Questo è un sito dedicato agli studenti, quindi non possiamo che iniziare col chiedervi qualcosa in più sul vostro percorso scolastico. Com’è andata? E con lo studio della musica che tipo di rapporto avete?
Siamo tutti musicisti con una formazione completa e, riferendoci al nostro settore, proveniente da ambiti accademici legati alla musica classica, jazz ed elettronica. Tuttavia, consideriamo questo fattore determinante soprattutto per gli aspetti ‘lavorativi’ e tecnici della professione. Dal punto di vista puramente creativo, il percorso scolastico diventa quasi ‘irrilevante’ se non si impara poi a distaccarsene per cercare la propria identità.

È vera quella cosa che si dice, che si può fare musica solo avendola studiata?
Non è strettamente necessario per l’atto creativo in sé, ma conoscere la grammatica aiuta a tradurre le idee in realtà con più efficacia. Lo studio fornisce gli strumenti per costruire, ma anche la consapevolezza necessaria per decostruire. I ‘generi’ e le regole sono etichette rassicuranti; noi le usiamo come punto di partenza per poi esplorare combinazioni timbriche e ritmiche che rispecchino le nostre individualità, spesso uscendo dai bordi. Chiaramente la musica, essendo un linguaggio, necessita di conoscenza, vocabolario, grammatica e regole varie. Questo però non garantisce la riuscita artistica, esattamente come studiare bene l’italiano non è sufficiente per scrivere come Calvino.

“Drift” segna una nuova fase: ci raccontate da dove nasce l’idea del brano e quale stato d’animo o situazione l’ha ispirato?
Il titolo, che richiama l’idea di deriva, fa riferimento diretto alla struttura ritmica del brano. ‘Drift’ alterna metri diversi per poi letteralmente ‘slittare’ verso un moto ondulatorio nella seconda parte del tema. Non cerchiamo di trasmettere una storia specifica o un messaggio, ma ci concentriamo sull’esperienza uditiva immediata, lasciando che siano gli elementi sonori a interagire e a creare la suggestione.

Il vostro suono fonde elementi di nu‑jazz, elettronica e improvvisazione: come affrontate la fase compositiva e quanto lasciate spazio all’improvvisazione in studio o dal vivo?
Il processo è un ibrido tra jam session e produzione in studio. Solitamente partiamo dall’idea di uno di noi — un riff o un loop — e su quella improvvisiamo cercando di sviluppare un discorso attorno a quel nucleo. Registriamo tutto, ascoltiamo e facciamo molto ‘taglia e cuci’ per definire la struttura finale. In questo modo, l’improvvisazione è la genesi, ma la composizione è il filtro che dà forma al caos.

È passato un po’ di tempo dall’uscita del vostro singolo precedente: quali sono stati i motivi di questa pausa e come vi ha influenzato nella realizzazione di “Drift”?
Abbiamo semplicemente lasciato trascorrere l’estate, un periodo che forse mal si concilia con la pubblicazione di musica strumentale. Il lavoro in studio è proseguito costantemente per preparare il terreno a ciò che verrà. A gennaio pubblicheremo un nuovo singolo e abbiamo già pianificato l’uscita del nostro primo album per il 2026.

#FacceCaso

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