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FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo di Angelica Del Nibbio

FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo di Angelica Del Nibbio

Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: è gli Angelica Del Nibbio a passare sotto le grinfie della nostra redazione per il nuovo singolo

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Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: è gli Angelica Del Nibbio a passare sotto le grinfie della nostra redazione per il nuovo singolo.

Angelica Del Nibbio è una giovane cantautrice che unisce sensibilità artistica e rigore nello studio della musica. Dopo un percorso scolastico atipico per chi vive di creatività, ha scelto di coltivare la propria voce e la propria scrittura musicale con costanza, affrontando concorsi e accademie. La sua più recente pubblicazione, Il profilo del mare, è un brano intimo e delicato, che segna l’inizio di un percorso artistico più ampio, legato alle radici e alla natura. In questa intervista, Angelica ci racconta il suo rapporto con la musica, l’importanza dello studio e le emozioni dietro la sua ultima creazione.

Questo è un sito dedicato agli studenti, quindi non possiamo che iniziare col chiederti qualcosa sul tuo percorso scolastico. Com’è andata?
Ciao a tutti e grazie per le domande! É andata! Ho fatto il liceo scientifico (ancora non me lo so spiegare) e non ho mollato nonostante la mia avversione per la matematica. Ad oggi, se tornassi indietro, prenderei chiaramente il musicale o l’artistico, ma ciò che è fatto è fatto e la cosa positiva è che parallelamente ho sempre studiato musica privatamente e in accademie. È stato un bel sacrificio anche per la scuola, perché facendo concorsi sin da piccola dovevo gestire entrambe le cose e spesso le mie presenze/assenze a scuola oscillavano. Devo dire che i professori del mio liceo (Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci) mi hanno sempre tanto aiutata e sostenuta; persino il prof di matematica, che era veramente un duro. Poi ho fatto la triennale in DAMS; anche lì mi sono laureata, ma a metà percorso volevo mollare e andare al conservatorio, che alla fine è sempre stato un pallino per me. Chissà, forse lo farò quest’anno. Al momento il mio rapporto con la scuola continua perché insegno musica (tecnica vocale) in tre accademie.

E con lo studio della musica che rapporto hai? È vera quella cosa che si dice, cioè che non si può fare musica se prima non la si studia?
Dipende! Ci sono sempre eccezioni e dipende da cosa ci si vuole fare… Per me è vero che il talento non sostenuto dalla preparazione e dalla disciplina è un fiore difficile da far crescere. Io consiglio di studiare, anche canto, per tutelarsi da usi scorretti della voce che possono portare a edemi, ecc. Inoltre lo studio della musica, persino della teoria, è veramente affascinante.

“Il profilo del mare”, la tua pubblicazione più recente, è un brano molto intimo e delicato. Come è nato e che tipo di urgenza emotiva ti ha spinto a scriverlo?
È nato parallelamente alla musica. Dopo anni di sperimentazione musicale ho trovato una finestra in cui mi sento comoda e felice. Ho sempre usato tanto la voce, anche a livello di prestazione: voce di testa, scritture che puntassero a far sentire il timbro, ecc. Adesso sto più dietro al testo… se richiede “poca voce” allora poca voce avrà.

Questo singolo sembra essere il primo tassello di un percorso più ampio. Che direzione stai dando al tuo progetto artistico e cosa possiamo aspettarci dalle prossime uscite?
Il filo conduttore è il mio legame con la natura e con la terra dei miei nonni, la Maremma.

Se dovessi immaginare una persona che ascolta per la prima volta la tua musica, cosa ti piacerebbe che portasse via con sé dopo l’ascolto?
Una persona mi ha detto che non si era accorta che era finito e se lo era ascoltato in loop! Questo mi ha fatto molto piacere perché anche per me è così, quando una cosa mi piace veramente. Io sono felice di averlo condiviso, chiaramente la mia felicità raddoppia nel sapere che a qualcuno ha smosso qualcosa.

Grazie ancora per le belle risposte!
Grazie a voi!

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