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FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo dei Colla

FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo dei Colla

Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: sono i Colla a passare sotto le grinfie della nostra redazione per il nuovo singolo. Energia

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Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: sono i Colla a passare sotto le grinfie della nostra redazione per il nuovo singolo.

Energia pura, muri di suono e testi che colpiscono allo stomaco: i COLLA non sono una band che ama le mezze misure. Reduci dal successo del loro ultimo singolo “Ho un’idea”, un brano che distilla perfettamente la loro attitudine hard-punk tra riff serrati e una critica sociale tagliente, il trio veneto si prepara a lanciare il loro quinto album. Definito dalla band stessa come “furioso”, il nuovo lavoro promette di consolidare un percorso iniziato quasi per caso con Proteggimi e diventato oggi una necessità espressiva viscerale. Li abbiamo incontrati per parlare di scuola, approccio alla musica e della magia catartica dei loro live.

Questo è un sito dedicato agli studenti: com’è andato il vostro percorso scolastico?
Il nostro percorso scolastico è stato nella norma, magari poco costanti, ma eravamo giovani scalmanati e con una vita davanti.

E con lo studio della musica che tipo di rapporto avete? È vera quella cosa che si dice, che per fare musica bisogna per forza prima studiarla?
Dipende dal percorso che si vuole intraprendere, ci sono artisti/musicisti autodidatti meravigliosi e ci sono artisti/musicisti preparatissimi altrettanto meravigliosi, la via di mezzo potrebbe essere quella giusta.

Dal primo disco Proteggimi fino ai brani più recenti, come sentite che sia cambiata la vostra identità come band? C’è stato un momento preciso in cui avete capito di aver trovato davvero il vostro linguaggio?
Il primo disco non doveva essere un disco, quando lo abbiamo registrato la band non aveva ancora un nome, lo abbiamo buttato in giro e da subito ci accorgemmo di un riscontro per noi inaspettato. Poi pian piano, negli anni abbiamo cercato la nostra strada in modo naturale senza fare calcoli di mercato e siamo arrivati al quinto disco appena registrato che è furioso.

Nei vostri testi emerge spesso un’urgenza molto concreta, quasi fisica. Quanto conta la realtà quotidiana – personale o sociale – nella scrittura delle vostre canzoni?
Lo diciamo sempre, faremo dischi fino a che avremmo qualcosa da dire, e non possiamo fare altro che attingere dalle nostre vite presenti e passate, dalle nostre esperienze e dai nostri viaggi. Viviamo in veneto chi nella pianura e chi nelle montagne è una regione che ha tutto e ha niente e noi cerchiamo sempre di rimanere in equilibrio sulle follie di questi tempi moderni.

Il vostro live è uno degli aspetti più potenti del progetto: che tipo di rapporto cercate di costruire con il pubblico quando salite sul palco e cosa rappresenta per voi il concerto rispetto al disco?
Vuoi perché siamo un trio senza sovrastrutture i nostri live sono delle performance fisiche, mentali, artistiche, ci lasciamo andare ed il pubblico lo percepisce dal nostro entusiasmo dalla carica emotiva che riusciamo ad avere, è uno scambio di energia che ci sorprende sempre. Per noi il concerto è un’esperienza unica che non si ripete mai uguale ed è per questo motivo che amiamo suonare live.

#FacceCaso

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