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FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo dei Ehilà Collective

FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo dei Ehilà Collective

Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: sono gli Ehilà Collective a passare sotto le grinfie della nostra redazione per il nuovo singolo

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Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: sono gli Ehilà Collective a passare sotto le grinfie della nostra redazione per il nuovo singolo.

Con il singolo “Buoni Amici”, gli Ehilà Collective esplorano un tema delicato e personale: le relazioni in cui amicizia e sentimenti non sempre coincidono. Il brano nasce dall’esperienza diretta dei membri della band e riflette la maturità artistica raggiunta, unendo sensibilità lirica, groove funk e sonorità sperimentali. La produzione è interamente casalinga, ma curata nei minimi dettagli, dalla registrazione delle voci in diverse stanze alla realizzazione del groove con strumenti non convenzionali, fino al mix e al mastering con il produttore Filippo Cimatti. Il singolo non solo racconta storie di vita, ma anticipa nuovi progetti, tra videoclip, nuovi brani e un secondo tour estivo in tutta Italia.

Buoni Amici è il vostro nuovo singolo: quali emozioni o esperienze personali hanno ispirato questo brano e il suo titolo?
Buoni Amici è un brano che vuole raccontare di quelle relazioni, spesso comuni, in cui una delle parti finisce per essere il “terzo in comodo” — spesso senza nemmeno sapere di essere il “terzo” — mentre l’altra, pur di salvare il legame, propone l’amicizia come “salvagente”, ben sapendo che il sentimento dell’altro è qualcosa di più. In questi casi rimanere buoni amici non è un’opzione.

Questo è un sito dedicato agli studenti, quindi non possiamo che chiedervi qualcosa sul vostro percorso scolastico. Com’è andata?
Per qualcuno di noi molto bene, per altri un po’ meno. Abbiamo fatto tutti scuole diverse, in città diverse e in periodi diversi. Spesso il sistema scolastico non premia chi ha una predisposizione differente da ciò che è la materia d’indirizzo. Però ne siamo usciti tutti e, soprattutto accademicamente, abbiamo avuto le nostre rivincite e soddisfazioni.

E con lo studio della musica che tipo di rapporto avete? È vera quella cosa che si dice, che per fare musica bisogna per forza prima studiarla?
Non è vero, nella stessa misura in cui per parlare una lingua bisogna averne studiato la grammatica. Per imparare una nuova lingua o apprendere una cultura bisogna in primis esserci stati a contatto: averle vissute e ascoltate. Certamente l’esposizione a una lingua, o a una cultura, può avvenire in svariati modi: si può iniziare guardando film e serie tv, o assaporarla andando nel luogo dove viene parlata, aver mangiato piatti tipici e molto altro. Con la musica è lo stesso: che questo accada a partire dal grembo materno, da giovani o da adulti poco importa. L’importante è immergersi nella cultura musicale che si vuole apprendere e assimilarne le finezze. A ogni modo, chiaramente lo studio è una parte fondamentale: ti permette di veicolare meglio il messaggio che vuoi mandare, di correggerne la sintassi, di entrare in contatto con ciò che non hai ancora vissuto appieno e approfondirne gli aspetti tecnici e teorici. La chiave è trovare un equilibrio tra talento e passione. Ciò che è certo è che non si possa fare musica senza passione, mentre per quanto riguarda il talento… potrebbe passare del tempo prima che venga a galla ma, alla fine, ognuno ha talento per qualcosa e deve trovare il suo. Per noi, almeno, è stato così. Alcuni di noi hanno scoperto la loro passione e il loro talento già da piccoli, mentre altri da più grandi. Per tutti noi, però, è stata la passione ad aver fatto scoccare la scintilla e che, alla fine, ci ha portati su questo stesso percorso.

Nel testo di Buoni Amici si percepisce un equilibrio tra amicizia e ambiguità nei rapporti: come siete arrivati a questa riflessione tematica e cosa volete comunicare a chi vi ascolta?
La storia è una storia vissuta in prima persona. Il nostro consiglio è: per quanto possiate essere coinvolti, non accettate di essere la ruota di scorta. Accerchiatevi solo di chi vi sceglie. Il tempo che dedichiamo alle persone che ci circondano è la risorsa più preziosa che abbiamo. Dedicatevi alle persone che vi fanno stare bene, che vi arricchiscono: un rapporto in cui dedicate più energie pensando alla natura dello stesso piuttosto che allo scambio umano, non ha senso né per l’uno né per l’altro.

Com’è stato il processo di produzione di Buoni Amici? Avete sperimentato qualcosa di nuovo rispetto ai vostri lavori precedenti (strumentazione, scrittura, collaborazione, ecc.)?
Buoni Amici l’abbiamo prodotta interamente a casa, nel nostro home studio, su un Mac book pro m4 e una Focusrite Scarlett 4i4. Le voci le abbiamo registrate in diverse stanze delle nostre case, in base a dove suonavano meglio. Addirittura un paio di BV sono state registrate con il microfono dell’iPhone sulle note vocali. Il Groove dei ritornelli invece è principalmente costituito da un charleston e da un rullante preparati (ovvero con degli oggetti posizionati sopra di essi, per riuscire ad ottenerne un suono ed un tono particolari), microfonati con un solo condensatore a diaframma largo posizionato come se fosse un overhead. Per ottenere il suono del charlie che cercavamo, mentre Dario suonava, Giulio lo apriva e chiudeva manualmente. Le chitarre, il Rhodes, il basso e il Groove invece, sono stati prodotti da Giulio (@giulssmary), che ha poi anche mixato il brano. Per il master abbiamo avuto l’opportunità di collaborare con Filippo Cimatti (@siliebo) (Venerus, Jeff Beck…), che è riuscito ad elevare senza dubbio il suono della nostra produzione.

Guardando oltre questo singolo, cosa state preparando per i prossimi mesi? Ci sono idee per un EP o un album o nuovi territori sonori che vorreste esplorare?
Il primo step è previsto per il 27 Febbraio, quando uscirà il videoclip di Buoni Amici, interamente girato e montato da noi. È stata una sfida, impegnativa ma anche bella e soddisfacente, che ci ha insegnato tante cose nuove. Poi, il 6 Marzo, uscirà un altro nuovo singolo intitolato Calling Home, decisamente più rock e realizzato insieme al producer e cantante Alessandro Biavaschi (@sonobiava). Recentemente, inoltre, abbiamo riscoperto un hard disk del 2024 con alcuni progetti Logic delle prime registrazioni di due brani, che non avevamo mai concluso e che sono già presenti nel nostro EP Live in Studio. Abbiamo quindi deciso di riprenderle in mano, per lavorarle meglio e concluderle definitivamente, poiché riteniamo che abbiano del potenziale nascosto che vale la pena valorizzare. Per l’estate invece, stiamo programmando il nostro secondo tour in giro per l’Italia, dopo quello dello scorso anno, in cui speriamo di poter suonare in tanti posti nuovi e conoscere belle persone.

#FacceCaso

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