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FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo di John Peaterson

FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo di John Peaterson

Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: è John Peaterson a passare sotto le grinfie della nostra redazione per il nuovo singolo. C’è

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Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: è John Peaterson a passare sotto le grinfie della nostra redazione per il nuovo singolo.

C’è un momento, in “Pistola”, in cui le parole smettono di essere soltanto parole e diventano qualcosa di concreto, quasi fisico. È da questa tensione emotiva che parte il nuovo singolo di John Peaterson, artista classe 1997 originario di Bassano del Grappa, che negli ultimi anni ha costruito un percorso musicale in continua trasformazione, passando dal freestyle e dalla trap fino ad arrivare a una scrittura sempre più vicina all’indie rock e all’alternative. Dopo i singoli “Colori” e “Venerdì”, “Pistola” rappresenta un nuovo capitolo del suo percorso artistico: un brano essenziale e diretto, che mette al centro il peso delle frasi dette — e di quelle lasciate in sospeso — raccontando la violenza emotiva che può nascere anche dentro relazioni apparentemente normali.

Influenzato tanto dalla scena rap italiana quanto dalla musica internazionale, John Peaterson continua a muoversi tra immediatezza pop, malinconia e sperimentazione sonora, mantenendo al centro una scrittura molto personale. In questa intervista ci ha raccontato il rapporto con le parole, il suo percorso scolastico, lo studio della musica e le direzioni che prenderà il suo primo album.

In “Pistola” trasformi le parole in qualcosa di quasi fisico e pericoloso, “capace di colpire e lasciare segni”: quanto ti interessava raccontare la violenza emotiva che può nascere anche da frasi apparentemente normali?
Le parole hanno molto peso se dette da persone a cui teniamo veramente, e nelle mie canzoni cerco di trasmettere quello che ho provato in passato e sto provando ora. Penso che raccontarmi nei brani mi “liberi” piano piano da questi pensieri come se mi facessi da psicologo da solo, e spero anche alle persone che mi ascoltano.

Questo è un sito dedicato agli studenti, quindi ti chiederemmo anche com’è stato il tuo percorso scolastico. Che scuole hai fatto, e com’è andata?
Ho frequentato un istituto tecnico di Biotecnologie Sanitarie a Bassano del Grappa e ho capito immediatamente che la scuola non mi interessava più di tanto. Sono stato bocciato in quarta superiore e uscito agli esami finali con il minimo indispensabile, forse per una scelta di scuola sbagliata o forse perché non avevo ancora le idee chiare, non mi sono mai innamorato di una materia. Ci vuole tempo per capire cosa fare nella vita, alcuni ci arrivano prima di altri.

E riguardo lo studio della musica? È vera quella cosa che si dice, che bisogna studiare musica per saperla anche fare?
Ho cominciato a studiare musica (privatamente) solo dopo aver capito il mio stile, e sono d’accordo sul fatto che per farla bisogna conoscerla e impararla. Chi dice il contrario o è un prodigio, oppure deve ancora capire come funziona.

Nel brano si sente un equilibrio molto preciso tra tensione emotiva e immediatezza pop, mentre continui a portarti dietro influenze urban e alternative: senti che “Pistola” rappresenti il punto più maturo della tua evoluzione sonora finora?
Per me è sempre una sperimentazione dopo l’altra, sono sempre cambiato e penso che cambierò ancora. Con “Pistola” ho voluto portare qualcosa di più, che prima non avevo mai fatto.

“Pistola” viene presentato come un’anticipazione del tuo primo album: questo singolo è un episodio isolato oppure contiene già il tono, i temi e la direzione narrativa che ritroveremo nel disco?
Non sarà un episodio isolato poiché i temi che tratto sono sempre molto nostalgici e personali, quello che invece cambierà sarà l’intensità delle melodie e delle parole scritte.

#FacceCaso

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