Tempo di lettura: 3 Minuti

FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo degli Attak On The Radio

FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo degli Attak On The Radio

Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: sono gli Attak On The Radio a passare sotto le grinfie della nostra redazione per il nuovo singo

Lucine presenta il nuovo singolo: ecco “Edwin Hubble prima dei pasti”
“Stessa Storia”, il nuovo singolo di gabbbrielll dal 10 marzo
FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo dei Mura Adami

Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: sono gli Attak On The Radio a passare sotto le grinfie della nostra redazione per il nuovo singolo.

Dopo l’esordio con “Best Part“, gli Attak On The Radio continuano a costruire un percorso che mette al centro l’autenticità, sia nella scrittura che nel suono. Il loro è un rock che non rinuncia all’impatto, ma che trova la propria forza nella capacità di raccontare emozioni, contraddizioni e fragilità senza filtri. Un approccio che la band definisce “artigianale”: un lavoro fatto di confronto continuo, ricerca e scelte artistiche consapevoli, lontano dalle logiche della standardizzazione.

In questa intervista ci raccontano il significato del loro modo di fare musica, il processo creativo che dà vita ai brani, il valore dello studio nella formazione di un musicista e il delicato equilibrio tra tecnica e ispirazione.

Nel vostro singolo d’esordio, “Best Part”, sembrate mescolare anime molto diverse, tra rock alternativo e aperture più emotive: quanto è stato importante anche in questo nuovo brano trovare un equilibrio tra impatto sonoro e vulnerabilità?
È stato fondamentale. La vulnerabilità, in realtà, è il messaggio stesso e il rock è il nostro veicolo. Vi siete definiti portatori di un “rock artigianale”: oggi, in una scena sempre più veloce e standardizzata, cosa significa per voi costruire la musica in modo così diretto e personale? Significa rimettere l’essere umano al centro del processo creativo e lavorare sodo per vedere i risultati desiderati; significa pensare al progetto giorno e notte, confrontarsi continuamente e avere il coraggio di fare delle scelte artistiche in linea con le proprie idee.

La vostra musica ha anche una forte componente concettuale oltre che musicale: c’è stata un’immagine, una frase o un’esperienza precisa da cui è nato tutto il brano?
Il nostro singolo vuole essere una riflessione, in parte ironica e in parte consapevole, sul fenomeno dell’amore usa e getta, del tanto diffuso ghosting odierno e dei sentimenti umani che, però, sono rimasti gli stessi dall’alba dei tempi.

Questo è un sito dedicato agli studenti, quindi non possiamo che chiedervi anche qualcosa sul vostro percorso scolastico. Com’è andata? Che tipo di studi avete fatto?
Tutti noi abbiamo intrapreso studi musicali presso il conservatorio e centri professionali per musicisti, oppure frequentato college negli Stati Uniti, affiancando gli studi con esperienze sia concertistiche sia di insegnamento. Nonostante la fatica e i sacrifici, la nostra determinazione ci ha permesso di lavorare insieme e dare spazio ai nostri impeti creativi.

E riguardo lo studio della musica, che tipo di rapporto avete? È vera quella cosa che si dice che bisogna studiare la musica, prima di farla?
Sono due strade parallele: sia lo studio sia la creatività devono essere sviluppati contemporaneamente e, senza dubbio, l’uno alimenta l’altra e viceversa. È un processo che non finisce mai e proprio qui sta il suo fascino: invece di lasciarsi scoraggiare, è fondamentale rimanere curiosi, osservare con attenzione e trasformare anche le apparenti sconfitte in occasioni per crescere e migliorarsi.

#FacceCaso

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: