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In Giappone gli studenti fanno i bidelli

In Giappone gli studenti fanno i bidelli

La scuola giapponese educa alla pulizia sia personale sia dei luoghi collettivi fin dai primi giorni in cui il bambino entra in contatto con l’istituz

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La scuola giapponese educa alla pulizia sia personale sia dei luoghi collettivi fin dai primi giorni in cui il bambino entra in contatto con l’istituzione. #FacceCaso.

Oggi girovagando su Facebook ho scoperto una cosa che mi ha lasciata di stucco, quindi adesso te la racconto. Lo sapevi che in Giappone gli studenti fanno i bidelli?

Detto così fa ridere, però sappi che fin dalla prima elementare, i bambini svolgano anche mansioni da bidelli o da inservienti della mensa scolastica.

Finita scuola, nella stessa aula in cui hanno fatto lezioni, gli alunni spostano i banchi, si mettono un camice e una mascherina igienica e si preparano a pranzare: a turno alcuni di loro servono il pasto ai compagni.

Finito il pranzo, tutti a pulire gli spazi comuni, compreso il pavimento. La scuola giapponese educa alla pulizia sia personale sia dei luoghi collettivi fin dai primi giorni in cui il bambino entra in contatto con l’istituzione.

Te la immagini una cosa del genere in Italia? Non mi stupirei se qualche genitore facesse causa alla scuola per sfruttamento minorile.

A furia di pulire, i bambini la prendono come un momento di gioco per stare insieme, non più un noioso e pesante obbligo.

I bambini di altri Paesi che si confrontano momentaneamente con le abitudini giapponesi, sembrano adattarsi perfettamente alle regole della scuola, per spontanea imitazione di comportamenti collettivi.

“Ospitiamo in via temporanea bambini che vivono in Italia e Francia.Secondo le mamme, a parte qualche timore iniziale, non ci sono difficolta’ di adattamento, specialmente quando i bambini sono piu’ piccoli”.  Afferma il vicepreside della scuola di Hidaka Takeshi Isobe.

“L’inserimento di bambini che vivono all’estero e’ positivo per l’intera classe. Si crea una scambio culturale che incuriosisce e fa maturare gli alunni”. Osserva il maestro Hiroyasu Noguchi.

Hidaka è una scuola pubblica in cui si vive sempre in un contesto di imitazione del gruppo. L’educazione alla natura, ad esempio, prevede che a ogni bambino sia assegnato un fiore da curare e disegnare.

La scuola è a tempo pieno e i bambini la raggiungono a piedi in piccoli gruppi. Prima di entrare, lasciano le scarpe in un ripostiglio e calzano altre scarpette per girare all’interno della struttura.

All’insegnante si affianca una insegnante di sostegno costantemente in giro per i banchi ad aiutare singoli bambini.

La matematica viene insegnata come un gioco, tra lo schioccare ritmico di legnetti nelle mani del maestro e filastrocche.

Insomma, sembrerebbe proprio che la scuola italiana abbia qualcosa da imparare da quella giapponese e non mi riferisco solo alla pulizia dei pavimenti.

#FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

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