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FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo dei Queen of Saba

FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo dei Queen of Saba

Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi sono i Queen of Saba a passare sotto le grinfie di Giorgia per parlare del loro nuovo singo

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Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi sono i Queen of Saba a passare sotto le grinfie di Giorgia per parlare del loro nuovo singolo “Chiodo Fisso”.

Da poco è uscito Chiodo Fisso, una canzone “senza filtri, leggera, disperatamente ironica. Traendo ispirazione dal Soul dei crooner degli anni ‘60, si spinge fino a toccare le soglie della Trap, in un connubio fra R&B e Hip Hop. Il testo irriverente ed esplicito camuffa con spavalderia una dichiarazione d’amore non corrisposto, dando voce a chi in amore è perdente ma con stile”, scrivono i Queen of Saba.

I Queen of Saba sono un duo elettronico, supercompatto ed eclettico di Venezia. Il progetto nasce nel 2019 dall’incontro fra Lorenzo Battistel e Sara Santi. Alieni in un mondo che spinge al binarismo, bianco o nero, vero o falso, lui o lei, i Queen of Saba si inseriscono con colorata irruenza, intenzionati a smantellare i dogmi di genere e a spaziare ed esplorare le infinite sfaccettature dell’arte, della musica, dell’essere.

Ecco cosa ci hanno raccontato!

Qual è il vostro chiodo fisso?
Si possono fare gesti? Ah no, scusate. Scherziamo, il nostro chiodo fisso in questo periodo è al 100% la pubblicazione del nostro primo album, che uscirà a Giugno e che non vediamo l’ora di partorire. Sì, è come un figlio.

Ci spiegate la copertina del vostro ultimo singolo?
Nella foto della copertina, scattata dal bravissimo Giacomo Bianco, fotografo di Venezia (Instagram: @g.i.a.c.o.m.o.b.i.a.n.c.o), si vede un petto nudo, senza censure, con il segno di un morso appena dato. L’idea è non soltanto di sfidare il tabù dei discorsi sul sesso e il piacere, specialmente femminile, ma anche richiamare il significato di un “chiodo fisso” non tanto come un’ossessione malata ma come la traccia di un passaggio, che fatica a sparire.

Come ve la state passando in questo periodo di Covid, cos’è cambiato?
Ci mancano moltissimo i concerti, il pubblico, la gente sudata che balla, le birre fresche sulle rive dei canali di notte. Combattiamo la nostalgia con la speranza che sapremo costruire una nuova normalità, diversa da prima e forse anche più consapevole. Di certo abbiamo imparato a non dare per scontate le cose che rendono la nostra vita di artisti così fuori dal comune e piena di gioia.

Quali sono le vostre influenze trap? E come vi siete avvicinati a questo genere?
In questo periodo storico si parla moltissimo della trap, a volte anche senza troppa cognizione di causa. Non vogliamo ingrossare le file di quelli che parlano a vanvera senza conoscere l’argomento a fondo, quindi diremo solo che se c’è un pizzico di trap in questa canzone è perché ci siamo ispirati all’hip hop sia old school che contemporaneo, da cui la trap prende a piene mani. Quello che cerchiamo di fare è sperimentare, scrivendo testi senza filtri e anche espliciti e cercando sempre suoni nuovi, quindi in questo senso potremmo dire che la nostra musica ha qualcosa in comune con la trap.

Questo è un portale dedicato agli studenti quindi non possiamo lasciarvi andare senza chiedervi qualcosa riguardo il vostro percorso di studi
Abbiamo due percorsi di studi completamente diversi. Lorenzo è diplomato in percussioni al Conservatorio di Venezia, mentre Sara è laureata in Arabo e sta studiando Cooperazione Internazionale a Torino. Messaggio per gli studenti: tenete duro e lottate! Grazie per l’intervista e in bocca al lupo per gli esami e il vostro percorso!

#FacceCaso

Di Giorgia Groccia

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