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Tutti in piazza (oggi) si sciopera!

Sciopero di insegnanti precari, e non solo, per le vie delle città italiane. Gli insegnanti chiedono un adeguamento del contratto. Il ministro Stefani

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Sciopero di insegnanti precari, e non solo, per le vie delle città italiane.

Gli insegnanti chiedono un adeguamento del contratto. Il ministro Stefania Giannini risponde cosi: “Il ministro Madia (Ministro senza portafoglio per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione n.d.r.) ha in più occasioni espresso un’apertura su questa questione. Ripartire con il contratto per un settore come la scuola è una richiesta che ha fondamento, ma non si deve prescindere dall’enorme sforzo di fondi messi in campo e diretti all’incentivazione degli insegnanti”. Tradotto: no, per adesso ti tieni lo stipendio che hai. Ed allora,rispondono gli insegnanti, noi scioperiamo. Oggi, infatti, venerdi 20 maggio, ci sarà lo sciopero in contemporanea di Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola e Snals.

Ad “incrociare le braccia”, secondo fonti dei sindacati, “saranno più di 8.600 istituti presenti su tutto il territorio con oltre 40mila sedi scolastiche, molte delle quali saranno chiuse per effetto di una partecipazione che si preannuncia molto alta”. Oltre alle richieste sull’adeguamento di stipendio, si scenderà in piazza anche a favore dei precari, categoria che potrebbe presto allargarsi in ambito scolastico.

Stando alle parole di Mario Pittoni di Lega Nord, infatti, “due terzi degli attuali precari di seconda fascia d’istituto non verranno stabilizzati col concorso e rischiano di restare vittima del comme 131 della legge 107 del 2015, il quale stabilisce che “a decorrere dal 1° settembre 2016, i contratti di lavoro a tempo determinato (…) non possono superare la durata complessiva di trentasei mesi, anche non continuativi””. Un calcio in faccia, quindi, anche a coloro che, nonostante abbiano maturato anni di esperienza, non essendo precari non potranno comunque avere un contratto a tempo indeterminato.

I cortei di scioperanti si avranno in tutte le maggiori città italiane. Nella capitale il corteo partirà da Porta San Paolo e giungerà alle scalinate del ministero dell’Istruzione a Trastevere.

Di Giulio Rinaldi

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