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Ricordando Alì: la curiosità sulla “stella” del campione

Ricordando Alì: la curiosità sulla “stella” del campione

In un giorno triste come quello della sua scomparsa, riemergono tanti fatti poco noti riguardo il pugile. Questo in particolare è la storia della sua

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In un giorno triste come quello della sua scomparsa, riemergono tanti fatti poco noti riguardo il pugile. Questo in particolare è la storia della sua stella nella Walk of Fame, l’unica a non essere sul marciapiede, ma appesa.

Il 3 Giugno 2016 è una giornata triste per tutto il mondo, non solo quello dello sport. La scomparsa di Muhammed Alì, nome d’origine Cassius Clay, lascia un vuoto nella boxe, e un’infinità di ricordi nella Storia, per un uomo in grado di incidere, da sportivo, sull’opionione pubblica internazionale. In un clima del genere, alla luce riemergono tutte le storie che hanno circondato la sua figura, per certi versi già mitologica, aneddoti e curiosità del pugile Afroamericano più forte di tutti i tempi.

È il 2002 quando nella Walk of Fame entra ufficialmente la star della boxe mondiale, Muhammad Alì, dal 1984 affetto dal Parkinson, malattia incurabile ancora oggi.
Solitamente le stelle della celebre strada di Los Angeles, vengono placcate sul marciapiede, in un susseguirsi a serpentina, ma per Clay è tutto diverso, tanto da inserire la sua, ancora oggi un unicum, su una parete del Kodak Theater.

La ragione è originale, ma che rispecchia benissimo il carattere del pugile: la sua richiesta era dovuta al rifiuto di far calpestare la sua stella dalle persone che sarebbero passate lì ogni giorno, senza così avere rispetto per lui. “Porto il nome del nostro amato profeta Maometto e non posso permettere che le persone calpestino il suo nome“, furono le sue dichiarazioni al margine della presentazione dell’onoreficenza.
La fama della leggenda Alì riecheggerà anche nei simboli che ha lasciato, in particolare lo spirito originale e libero che l’ha sempre contraddistinto.

Di Umberto Scifoni

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