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Anief: bene proteste studenti su alternanza scuola-lavoro

Anief: bene proteste studenti su alternanza scuola-lavoro

Ecco parti del comunicato stampa con cui Anief, associazione sindacale professionale, ha difeso le critiche portate avanti dai liceali nei confronti d

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Ecco parti del comunicato stampa con cui Anief, associazione sindacale professionale, ha difeso le critiche portate avanti dai liceali nei confronti di questa iniziativa.

Dopo le molte proteste che si sono susseguite in tutta la penisola contro l’alternanza scuola-lavoro ( basti pensare al caso di Mc Donalds a Milano ), anche l’Anief, importante sigla sindacale, si è voluta schierare al fianco dei ragazzi, in un comunicato che esprime una netta difesa all’azione dei giovani liceali.

Gli accordi sottoscritti da vari licei con alcune aziende non hanno infatti soddisfatto molti di loro, che vedono nell’alternanza solamente uno sfruttamento di lavoro gratuito ( è la Legge 107/2015 a definire tutti i dettagli di questa offerta ), e infatti il comunicato riferisce la critica precauzionale già in precedenza mossa nei confronti del nuovo apparato, un’accusa rivolta in particolare verso la velleità dei numeri, che non descrivono bene i fatti reali: “La verità è che sulle esperienze di alternanza scuola-lavoro, permangono tanti dubbi. Ad esempio, cosa fanno i ragazzi in azienda? Chi li tutela da possibili forme di sfruttamento? Chi garantisce loro che le esperienze che stanno realizzando sono realmente formative? Le risposte, purtroppo, non le può dare nessuno. Perché ad oltre 15 mesi dall’approvazione della L. 107/2015, non esiste ancora alcun Regolamento sui diritti e doveri degli studenti impegnati in azienda: ancora oggi non c’è traccia nemmeno di una bozza del decreto sui diritti-doveri degli studenti lavoratori e sull’aggiornamento degli albi presso le Camere da Commercio.”

Altri aspetti non convincono il sindacato: “le ore settimanali di insegnamento non devono essere decurtate per fare spazio alle attività a stretto contatto delle aziende: gli stage e la formazione a contatto con gli esperti aziendali deve essere aggiuntiva all’offerta formativa didattica. Invece, risulta che spesso gli studenti svolgono queste attività in luogo delle ore curricolari.”

L’alternanza scuola-lavoro che quindi appare sempre meno forte agli occhi di studenti e sindacati, pronti con ogni pretesto ad accusarne l’effettiva utilità. Rimane il fatto, non trascurabile, che non ci sono stati in verità episodi di sfruttamento, e che anzi un’opportunità lavorativa, seppur di breve periodo e non retribuita, non può che arricchire in ogni modo lo studente, nonostante in quella fascia d’età non si renda ancora conto di quale opportunità possa essere, e quanto troppo tardi sia giunta.

Se avessi potuto svolgere io uno stage al liceo ne sarei stato felicissimo, ma ammetto che ragionare con la testa di un universitario è cosa ben diversa.

Di Umberto Scifoni

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