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Che ruolo hanno i videogiochi nella disoccupazione giovanile?

Che ruolo hanno i videogiochi nella disoccupazione giovanile?

Uno studio americano ha individuato nei videogiochi degli agenti che influiscono sul mercato del lavoro giovanile. Ma in che modo? Ogni anno esce att

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Uno studio americano ha individuato nei videogiochi degli agenti che influiscono sul mercato del lavoro giovanile. Ma in che modo?

Ogni anno esce attesissima la nuova ennesima edizione del videogioco “del secolo”. Ogni volta più realistica, entusiasmante e coinvolgente. Le file di ragazzi che assaltano i negozi di videogiochi in America, oltre a dare fastidio a primo impatto a chi nella propria gioventù non ha mai visto un videogioco, cominciano anche a preoccupare gli studiosi delle Università di Princeton, Chicago e Rochester.

Da uno studio condotto da ricercatori di questi istituti emerge infatti che l’aumento della disoccupazione giovanile americana è attribuita dagli stessi intervistati ai videogiochi e ed alla dipendenza che questi causano nei giovani, per circa il 35 per cento di loro. Che la disoccupazione fosse aumentata non è nulla di sconvolgente o sorprendente, ciò che invece ci preoccupa è il dilagare della filosofia “Neet”: quella dei giovani che non solo non hanno lavoro, ma che non lo cercano e non studiano.

E mentre nel 2000 il 46% di loro viveva con i genitori, oggi la percentuale è salita al 70%. Il presidente della Fed di Minneapolis propone due possibili ruoli che i videogiochi potrebbero avere in questa situazione:

  1. Quello di distrattore, per cui il giovane preferisce non trovare lavoro perché i videogiochi sono qualcosa al pari di una droga.
  2. Quello di consolatore, a cui si abbandonano i giovani stanchi e delusi del mercato del lavoro che non permette loro di realizzare i sogni che si erano prefissati.

Che sia l’uno o l’altro, i videogiochi rappresentano un agente non insignificante che influisce molto sul futuro dei ragazzi.

#FacceCaso

Di Alessandro Luna

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