Scuole italiane all’estero: tutto quello che c’è da sapere

Scuole italiane all’estero: tutto quello che c’è da sapere

Da Parigi a New York, da Londra a Bruxelles. Ma senza disdegnare la meta internazionale all'estero. Cari compatrioti...siete fuori dal Belpaese ma co

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Da Parigi a New York, da Londra a Bruxelles. Ma senza disdegnare la meta internazionale all’estero.

Cari compatrioti…siete fuori dal Belpaese ma contemporaneamente molto nostalgici della nostra Italia? Per non perdere completamente rapporto con le vostre origini, ecco qui una serie di scuole italiane da frequentare all’estero.

Guglielmo Marconi: “New York, New York…”. La capitale americana di sta sempre più italianizzando, tant’è che questo istituto si conferma come l’unica scuola italiana nel mondo che offre il cosiddetto “pacchetto completo” , includendo asilo, elementari, medie e liceo. L’unica pecca, è che ha perso i contributi pubblici, dunque è pagata interamente dalle famiglie degli studenti. I 200 studenti, suddivisi in piccole classi, studiano in due campus situati nell’Upper East Side di Manhattan. L’istituto è bilingue, infatti alcune materie vengono insegnate nella nostra lingua, altre in inglese. Al termine del percorso liceale, gli studenti conseguono la maturità scientifica, anche se in America gli studi durano 4 anziché 5 anni.

– Londra: nata da pochi anni, la scuola italiana londinese si afferma comunque tra le migliori, addirittura spingendo anche famiglie non italiane a iscrivere lì i propri figli. L’istituto si trova a Hollande Park e segue un curriculum bilingue. Fondata nel 2011, oggi conta un centinaio di alunni. La macchia, riguarda la mancanza di un ciclo completo di studi , perché infatti si ferma alle medie.

– Bruxelles: l’anno scorso è partito un primo tentativo di scuola italiana anche nella capitale belga. Dal momento che sono in arrivo nuove classi, direi che l’esperimento ha funzionato bene.

– Rio de Janeiro: a sorpresa, il Brasile è il paese che ospita più italiani al mondo, e infatti si dice addirittura che il nostro accento abbia influenzato quello portoghese. Si contano dunque 27 milioni di italiani nel paese della Seleçao. Proprio per questa grande affluenza, ci sono non una ma due scuole italiane nello stato sudamericano. La prima è nella città sopra citata, con 250 alunni, dall’asilo al liceo scientifico; la seconda, e di gran lunga la più grande con 1000 studenti, invece è a Belo Horizonte, a causa del trasferimento dei dirigenti italiani della Fiat negli anni ’70.

– Parigi: già, anche dai nostri “cugini” francesi abbiamo esportato il nostro modello d’insegnamento. Che poi, perché lo Chateaubriand si è la scuola italiana no? In prossimità della Tour Eiffel, infatti, teniamo alta la bandiera tricolore grazie all’Istituto Leonardo da Vinci. Gli insegnanti sono inviati dal Ministero della Pubblica Istruzione con la collaborazione di professori reclutati sul posto.

– Svizzera: vabbè, qui siamo quasi di casa. Data l’estrema vicinanza tra questi due paesi, si contano addirittura ben 10 scuole italiane. Non c’è da stupirsi, considerando che è uno stato che considera la lingua del mitico Dante tra i suoi idiomi ufficiali. C’è da farlo invece se si pensa che 4 di queste non fanno parte territorialmente dei cantoni italiani, ma di quelli tedeschi come Zurigo, Basilea e San Gallo.

– Argentina: nella terra Albiceleste ci sono ben 6 scuole italiane parificate, di cui la metà nella capitale Buenos-Aires, con ben 2.500 studenti. In questo caso, addirittura gli alunni non sono solo figli di famiglie italiane, bensì gli istituti sono così ben considerati che vengono valutati un po’ da tutti prima dell’iscrizione.
Esiste però una certa insofferenza verso gli indirizzi italiani tradizionali, come ad esempio quelli con l’uso del latino, e poca affluenza di insegnanti provenienti dal Belpaese.
In SudAmerica, però, esistono anche altre scuole di stampo italiano: bisogna aggiungere infatti Cile, Colombia, Perù, Uruguay e Venezuela, a questa lunga lista.

Per concludere, se siete italiani e avete figli in alcune di queste città, lasciatemi consigliarvi caldamente di iscriverceli, che un po’ di Italia, anche fuori, non fa mai male.

#FacceCaso

Di Emanuele Caviglia

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