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Ecosistema Scuola: la differenza tra le scuole del Nord e del Sud

Ecosistema Scuola: la differenza tra le scuole del Nord e del Sud

Al Sud tre scuole su quattro sono in aree a rischio sismico, solo una scuola ogni quattro risulta costruita secondo criteri antisismici e di prevenzio

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Al Sud tre scuole su quattro sono in aree a rischio sismico, solo una scuola ogni quattro risulta costruita secondo criteri antisismici e di prevenzione non se une sa nulla. #FacceCaso.

Ecosistema Scuola arriva alla sua XIX edizione e porta alla luce un problema ancora troppo evidente: la differenza fra le scuole del Nord e del Sud Italia. Chi ha la fortuna di frequentare una scuola del centro o del Nord ha la possibilità di usufruire di maggiori servizi, mense e progetti educativi. Chi nasce al Sud, nella maggior parte dei casi, è escluso dai servizi base. Per non parlare degli edifici scolastici che al centro e nel settentrione risultano più controllati, sicuri e manutenuti di quelli del meridione e delle isole.

Quanto emerso da Ecosistema Scuola 2018, l’indagine annuale di Legambiente sullo stato del patrimonio edilizio scolastico e dei servizi educativi, è che le due città messe meglio in tema di sicurezza e di innovazione, sono Bolzano e Trento.

La situazione è invece preoccupante nelle regioni del Sud Italia e delle isole, le cui città capoluogo si piazzano tutte dopo la trentesima posizione in graduatoria ad eccezione di Cosenza, Reggio Calabria, Palermo, Latina (l’unica del centro Italia in questa posizione), Foggia e Messina che chiudono la classifica.

“Abbiamo sempre di fronte un quadro di urgenza ed emergenza, crediamo che per dare una scuola sicura a tutti gli studenti occorra accelerare gli interventi di riqualificazione dando priorità alla messa in sicurezza delle scuole nelle aree sismiche più vulnerabili e al miglioramento delle prestazioni energetiche. Gli enti locali vanno aiutati con una semplificazione delle linee di finanziamento e sostenuti in fase di progettazione ed esecuzione dei lavori. Occorre poi aprire una nuova fase dell’edilizia scolastica ed utilizzarla come leva di rigenerazione di territori e quartieri. Le zone più svantaggiate del nostro paese sono quelle dove dobbiamo andare a investire su scuole più belle e innovative. Ora accade esattamente il contrario. Una sperequazione che vediamo anche nei servizi scolastici, che sono una parte importante del modello di governance che si dà un territorio rispetto agli stili di vita individuali e collettivi. Un piedibus che ben funziona o una mensa sana e accogliente, aiutano a ricostruire quella comunità e quei processi di condivisione di cui ora abbiamo tanto bisogno”. Ha dichiarato Vanessa Pallucchi, responsabile Scuola e Formazione di Legambiente.

Al Sud tre scuole su quattro sono in aree a rischio sismico, solo una scuola ogni quattro risulta costruita secondo criteri antisismici e di prevenzione non se une sa nulla. Per non parlare del fatto che solo il 27,4% delle strutture ha eseguito la verifica di vulnerabilità sismica.

Per risolvere il problema e garantire lo stesso livello di sicurezza a tutti, toccherebbe conoscere lo stato di salute degli edifici scolastici delle aree a rischio sismico maggiore, così da programmare gli interventi e la messa in sicurezza delle scuole esposte.

“Sebbene in Campania oltre la metà degli edifici scolastici hanno goduto di manutenzione straordinaria restano ancora tantissimi, più del 64%, quelli che necessitano di interventi urgenti. Un’esigenza di intervento presumibilmente legata a una spesa sia per la manutenzione straordinaria che ordinaria di molto al di sotto delle medie nazionali. Così come, se da un lato è positiva la performance delle città campane sul fronte dei servizi e pratiche ecocompatibili, soprattutto per la raccolta differenziata dei rifiuti, dall’altro non va bene riguardo la mobilità casa-scuola ed è ancora insufficiente l’utilizzo di energie rinnovabili. Napoli si piazza prima tra le grandi città del sud, ma occorre anche qui investire di più e, più in generale, serve uno sforzo maggiore per promuovere un grande cantiere di innovazione”. Sottolinea Francesca Ferro, direttrice di Legambiente Campania.

#FacceCaso. 

Di Francesca Romana Veriani 

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