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L’Italia e il fallimento dell’Irc: una religione mai così debole

Analfabetismo religioso e i ragazzi più ignoranti d’Europa in fatto di Bibbia. Che ad oggi tutto ciò abbia avuto riscontri negativi sulla formazione d

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Analfabetismo religioso e i ragazzi più ignoranti d’Europa in fatto di Bibbia. Che ad oggi tutto ciò abbia avuto riscontri negativi sulla formazione dell’uomo è più che evidente. La domanda è dove andremo a finire?

“La Repubblica italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico italiano, continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della scuola, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado”.

Cita la Legge n. 121 del 25 marzo 1985, Art. 9.2. L’introduzione dell’ora di religione all’interno della formazione scolastica ha però origini ben più antiche, basti pensare che nella legislazione post-unitaria l’insegnamento (facoltativo) ne era già previsto. La decisione da parte dello Stato di mantenere l’ora di religione resa obbligatoria nelle scuole elementari dal governo fascista nel 1923 e successivamente estesa alle scuole medie e superiori nel 1929 perché considerata “fondamento e coronamento dell’istruzione pubblica” è stata ed è tutt’ora fonte di polemiche.

L’analisi dei dati recentemente forniti dal Miur per quanto riguarda l’Irc (insegnamento della religione cattolica) all’interno delle scuole statali ne è una testimonianza.
A quanto pare, l’ora di regione, frequentata dall’87,9% degli studenti, media in continuo calo, è sopra al 90% nelle scuole di base e del primo ciclo, mentre si riduce drasticamente nelle scuole superiori. La Lombardia detiene attualmente il primato per il minor numero di studenti che frequentano l’ora di religione a testimonianza di un Nord in cui il calo rispetto alla media nazionale è decisamente più vistoso.
Il crollo della partecipazione alle superiori (quando lo studente decide da solo se frequentare o meno) è indice di quanto conti nella scelta il condizionamento familiare.
Dal sempre maggiore assenteismo derivano dati ancora più sconcertanti. Gli studenti che hanno una buona conoscenza della religione cattolica sono compresi tra il 20 e il 40% e a quanto pare le loro conoscenze non sono dettate dalla formazione scolastica, bensì da fattori esterni, primo fra tutti la catechesi. Obbligatorio interrogarsi su quali siano le cause del problema. Assodato che l’ora di religione sia una costante antropologica alla base dell’educazione della persona, probabilmente l’attuale ora di religione non è in grado di soddisfare il bisogno culturale di un’educazione civile integrale. In un periodo storico in cui il conflitto religioso è al centro di un dibattito che ha messo in crisi l’equilibrio mondiale, di un epoca caratterizzata da antisemitismo persistente e sanguinose persecuzioni contro i cristiani, il deficit formativo è decisamente grave. La realtà è davanti agli occhi: il fallimento sostanziale dell’Irc. A maggior ragione oggi che lo sguardo dovrebbe essere rivolto ai giovani, si posa altrove, causando analfabetismo religioso e un sistema che sforna i ragazzi più ignoranti d’Europa in fato di Bibbia. Che ad oggi tutto ciò abbia avuto riscontri negativi sulla formazione dell’uomo è più che evidente. Dove andremo a finire? #FacceCaso 

Di Francesca Romana Veriani

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