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Esami di Maturità versione 2.0

Esami di Maturità versione 2.0

Il ministro dell'istruzione, Stefania Giannini, ha espresso la volontà di apportare delle sostanziali modifiche agli esami di Stato: “Non sono all'ord

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Il ministro dell’istruzione, Stefania Giannini, ha espresso la volontà di apportare delle sostanziali modifiche agli esami di Stato: “Non sono all’ordine del giorno” è stata la risposta del Premier, Matteo Renzi.

Di Irene Tinero

Siamo tutti perfettamente consapevoli che, entro i confini nazionali, il dibattito politico si sta avviando verso una graduale forma monotematica: il referendum costituzionale di ottobre, da cui sembra dipendere il destino dell’attuale Governo.

Ma la vita va avanti e anche se qualcuno non la ritiene una “questione attuale”, proprio in questo periodo c’è chi sta affrontando i temuti esami di maturità, tanto che il ministro Stefania Giannini non sembra essersi curata della risposta del Premier Matteo Renzi, a cui replica: “L’anno prossimo ci saranno delle sorprese”.
Che ci sia (anche) una crisi interna al partito e le parti non comunicano più tra di loro?

C’è chi sostiene che l’esame, come è strutturato ad oggi, sia del tutto “anacronistico”. In una diretta Facebook, Renzi spiega il suo punto di vista al riguardo: “Io sono tra gli ultimi che l’hanno fatta quando si andava a 60/60. Credo che dall’80 o forse ’81 siamo passati all’esame 100/100. L’idea di tornare ad una riforma dell’esame è azzardata al momento. Ti immagini se quelli che stanno per farlo sono interessati a questa discussione?”.
Quando gli chiedono lui con quanto sia uscito si avvale della facoltà di non rispondere, “altrimenti faccio il fighetto”.

Ritengo che, con ogni probabilità, la riforma non riguarderà le modalità di espressione del voto finale: che si continui con 100/100 o si ritorni a 60/60, poco cambia.
Sicuramente i maturandi attuali non sono interessati al dibattito, mi chiedo se conoscano il significato della parola “Brexit”, ma potrebbero preoccuparsene quelli del prossimo anno.

Con le stesse modalità, attraverso una videochat con la TV di Skuola. Net, la Giannini chiarisce la sua posizione: “La maturità valorizza ancora le conoscenze ma necessità di un tagliando”. L’obbiettivo è quello di offrire agli studenti un esame più aggiornato, che “apra al futuro sia esso all’università o nel mondo del lavoro”. (vi dice niente?)
Rientra tutto nella legge 107 approvata il 13 luglio scorso, che prevedeva delle modifiche in materia di “valutazione e certificazione delle competenze degli studenti, nonché degli esami di Stato”. Entro il 16 gennaio potremmo ammirare i risultati di questo lavoro.

La Giannini quindi prosegue sulla propria strada, noncurante della linea di Governo: d’altronde la ministra non è nuova a certe dichiarazioni. Già in un’intervista a Repubblica del 2014 aveva espresso queste stesse intenzioni: tornare ai commissari interni, “niente più convocazioni da lontano”, ed inserire un Presidente di garanzia che provenga da fuori provincia. Inoltre, la tesina di fine anno l’aveva definita un “fiore al bavero, una collanina graziosa”: al posto di quest’ultima i ragazzi dovrebbero sviluppare “un progetto che riguardi tutto l’anno, più teorico per i licei ed un prodotto finito per i tecnici”.

Insomma, non so voi, ma personalmente sono stata in parte penalizzata da questo sistema “molto a fortuna” della maturità odierna e la formula dei soli commissari interni (che approvo) non so quanto mi avrebbe aiutata visto che neanche loro ricordavano i nostri nomi. Però ragazzi se non altro ci sia risparmiato il “progettone” di fine anno!

Di Irene Tinero

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