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Come avvicinare i giovani all’informazione: il modello italiano sbarca in Usa

Come avvicinare i giovani all’informazione: il modello italiano sbarca in Usa

Dopo l’Italia anche gli Stati Uniti si impegnano per migliorare il rapporto tra giovani e mezzi di comunicazione. Di Benedetta Frantellizzi Sono numer

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Dopo l’Italia anche gli Stati Uniti si impegnano per migliorare il rapporto tra giovani e mezzi di comunicazione.

Di Benedetta Frantellizzi

Sono numerosi i progetti promossi dall’Osservatorio Permanente Giovani-Editori (Opge) al fine di guidare i giovani cittadini verso lo sviluppo di uno spirito critico e una maggiore consapevolezza della loro importanza sociale.
Progetti che penetrano tra i giovani del nostro Paese e che mirano, in una fase molto complessa del giornalismo, ad aiutarli nella selezione delle notizie.

“Informazione di qualità” è la parola d’ordine per il presidente dell’Organizzazione, Andrea Ceccherini, ed è stato proprio questo l’oggetto della nona edizione del convegno “Crescere tra le righe”, organizzato dall’Opge nel maggio scorso.
Tra gli invitati giornalisti e direttori di quotidiani nazionali e internazionali, ma sono stati soprattutto gli ospiti di oltreoceano ad apprezzare il modello italiano e a dichiararsi favorevoli alla creazione di una versione americana.

Protagonisti dell’iniziativa sono i direttori dei più influenti quotidiani statunitensi: New York Times, Los Angeles Times e The Wall Street Journal. I tre colossi si sono uniti per promuovere tra i giovani canali d’informazione attendibili in un momento in cui le informazioni sono molte e spesso di scarsa qualità.
Il progetto è ancora in fase di realizzazione, ma l’obiettivo è definito: “Educare i giovani all’informazione e renderli pensatori critici e cittadini informati”. Parola di Davan Maharaj del Los Angeles Times.

Unica differenza con il programma italiano sarà l’estensione del piano a tutti i giovani del Paese per raggiungere anche chi non frequenta scuole o università.
Il progetto dovrebbe essere inaugurato nel gennaio 2017 ed a far parte della cabina di regia, oltre ai tre direttori statunitensi, ci sarà anche Andrea Ceccherini, fiero di esportare le sue idee così lontano.

Di Benedetta Frantellizzi

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