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30 giorni alla scuola e 130 cattedre scoperte

Quello che potrebbe sembrare un “simpatico” gioco di numeri è la nuda e cruda realtà che sta prendendo vita in quel di Biella, Piemonte. Croce e deliz

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Quello che potrebbe sembrare un “simpatico” gioco di numeri è la nuda e cruda realtà che sta prendendo vita in quel di Biella, Piemonte.

Croce e delizia della regione dei Savoia: più e più volte mi sono trovata a scrivere di questa splendida terra, tra alti e bassi che inevitabilmente la caratterizzano.

Questa volta però la colpa non è tutta dei piemontesi, anzi proprio per niente: “Beffati gli insegnanti che dovevano trasferirsi” tuona la Cgil contro il Ministero e quindi il Governo e quindi la Buona Scuola.
La legge 107 voleva assicurare a tutti gli insegnanti una sistemazione professionale e affettiva migliore, quindi hanno chiesto ad uno ad uno “dove vuoi andare per i prossimi 3 anni?”.
Ora non è chiaro che cosa dovrebbero fare queste persone, passati i tre anni, con le proprie famiglie, ma intanto gli insegnanti ne hanno approfittato senza fare troppe domande: le risposte per essere ricollocati altrove sono arrivate a centinaia.

Cosa è successo nel 2016, in piena era telematica? L’irruenza dei responsi ha mandato in tilt il computer del ministero, che avrebbe dovuto incrociare richieste e disponibilità.
Così chi aspettava l’esito via e mail si è visto recapitata indietro la propria lettera (senza la specifica di alcuna sede), oppure i più fortunati hanno visto rispondersi direttamente che nella zona richiesta non c’erano cattedre disponibili. Nella sola Biella ci sono 105 posti alle elementari e 29 alla materna.
Ah ovviamente non sono mancati dei misteriosi sorpassi da parte di persone con punteggi bassi, a discapito dei veterani dei concorsi pubblici con jackpot milionari.

Questi sono stati definiti, giustamente, “errori senza senso” ma il Ministero si giustifica dietro “la complessità dell’operazione”. Intanto è stato avvertito anche il MIUR di questo stato di cose e le prime diffide della parte offesa sono già partite.

Attenzione ma la storia non finisce qui: in tutto questo caos, nella provincia di Biella, si registra una grave mancanza di aule, a causa di un surplus di alunni degli anni precedenti.

Doveva occuparsene la Provincia e questo imperfetto al sapore di condizionale già lascia prevedere un gioco di rimpalli che durerà mesi: tuttavia il Presidente provinciale della zona, Emanuele Ramella Pralungo (centrosinistra), informa la cittadinanza che se non è stato fatto nulla fino ad oggi è solo perché ci si voleva assicurare che il numero degli alunni fornito dai presidi corrisponda con quello degli uffici scolastici.
Quindi aspettiamo l’inizio della scuola?

#Teneteduro insegnanti e studenti #FacceCaso è con voi!

Di Irene Tinero

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