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Gran Ballo fascista in una scuola di Roma

Gran Ballo fascista in una scuola di Roma

All’Istituto Ronconi di Roma è stato organizzato un ballo a tema “ventennio fascista”: dopo le violente critiche dei genitori tutto è stato sospeso.

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All’Istituto Ronconi di Roma è stato organizzato un ballo a tema “ventennio fascista”: dopo le violente critiche dei genitori tutto è stato sospeso.

È vero che la storia è una delle materie che solitamente annoia di più gli studenti, forse perché dai primi agli ultimi anni di scuola si studiano essenzialmente gli stessi avvenimenti ma spesso anche perché i metodi di insegnamento e studio applicati la rendono noiosa quando in realtà non lo sarebbe.
Lo ha capito bene

Anna Maria Altieri, Preside dell’istituto romano Ronconi, che ha avuto un’idea assai discussa per i suoi studenti e le loro famiglie: organizzare per i ragazzi di seconda e terza media un ballo in stile “Epoca Fascista”, ispirato ai costumi e tradizioni del ventennio, in modo da dover studiare e approfondire il periodo per poter partecipare all’evento attivamente e in modo interessato.

Appena il Dirigente scolastico ha pubblicato le due circolari con le quali comunicava e spiegava l’evento subito sono sorti malumori e polemiche da parte dei genitori di molti studenti che criticavano non l’evento (che può essere valido come strumento didattico) ma il tema, proprio quel fascismo che le scuole stesse dovrebbero condannare.
La Preside aveva probabilmente già messo in conto le polemiche, tanto che in una delle due circolari aveva già scritto che “lo scopo non è quello di rivalutare un’epoca su cui la storia e il popolo italiano hanno già espresso chiaramente la loro indiscutibile condanna, ma quello di promuovere un’iniziativa di valore culturale”.
Tuttavia ciò non è bastato a placare gli animi degli studenti e del personale scolastico (l’iniziativa era stata presa al di fuori del Consiglio d’Istituto, autonomamente dalla preside dopo aver ricevuto finanziamenti per il progetto da parte dell’Ufficio scolastico della Regione Lazio), tanto che già stamattina sul sito dell’istituto è comparsa un’ulteriore circolare con la quale si sospende il gran ballo.
Inoltre, proprio l’Ufficio scolastico della Regione Lazio ha chiesto una relazione scritta al Dirigente scolastico sull’accaduto, data la mancata consultazione e approvazione del progetto da parte del Consiglio d’Istituto, quell’organo collegiale interno alla scuola che tra i vari compiti ha proprio quello di elaborare ed adottare misure per l’utilizzo delle risorse finanziarie della scuola, erogate da Stato, enti pubblici e privati.

Per quanto riguarda l’iniziativa, sicuramente discutibile, questa, se realizzata, avrebbe pure potuto sconfinare in un reato (ovviamente a seconda di come si sarebbe sviluppata):

infatti in Italia il nostro Codice Penale prevede il reato di Apologia del fascismo che sanziona chiunque “promuova od organizzi sotto qualsiasi forma ,la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”.

Insomma, alla Preside Anna Maria Altieri è andata meglio così; il fascismo ai suoi studenti lo dovrà spiegare con metodi più tradizionali.

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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