Tempo di lettura: 3 Minuti

Musica, maestro! L’importanza dell’educazione musicale nelle scuole

Musica, maestro! L’importanza dell’educazione musicale nelle scuole

Se fa parte del nostro essere e della nostra cultura, perché la scuola ignora la musica? Vediamo come procede la difficile questione legata ad un tema

A Milano lezioni all’aperto contro il numero chiuso

Mangla torna con un nuovo singolo: fuori oggi “Non mi va più”
Esclusione giovanile: conferenza a Napoli

Se fa parte del nostro essere e della nostra cultura, perché la scuola ignora la musica? Vediamo come procede la difficile questione legata ad un tema sempre più delicato.

Era il 24 aprile 1865 quando Francesco De Sanctis, che fu ministro nel 1861, consigliò al suo successore Giuseppe Natoli, tramite la rivista L’Italia, di non dare importanza a materie superflue, come la musica, perché ciò portava alla formazione di uomini non valevoli, ma buffoni.

Purtroppo, questo fatto si trascina fino ad oggi, dal momento in cui nei nostri licei non esiste la musica, e viene presa di mira la figura del musicista che non viene considerato come un mestiere, ma un hobby, un capriccio, e il pregiudizio che associa la musica all’essere buffoni resiste ancora oggi. Sono passati 154 anni, e sarebbe anche giunto il momento di abbattere questi pregiudizi.

Spesso, intere generazioni hanno visto l’insegnamento dell’educazione musicale come ore di noia, in cui, negli anni delle scuole medie, gli studenti delle varie classi cercavano di imparare come si suona il flauto o la melodica. La scelta tra flauto e melodica è fatta in base al pragmatismo. Per uno studente è più facile portarsi da casa uno di questi strumenti piuttosto che una chitarra o altri strumenti più voluminosi, senza contare che è una spesa che comunque ricade sulle famiglie e non sulla scuola. Ma cosi si rischia di declassare uno strumento nobile come il flauto portandolo ad essere schernito.

Dovrebbe cambiare anche l’approccio e la mentalità verso questa materia, che offre benefici per i ragazzi a livello di creatività. Il più grave dei danni all’insegnamento della musica non è tanto il fatto che il metodo sia obsoleto, ma piuttosto il fatto che questa non venga proprio insegnata nei licei, ad eccezioni che in quelli ad indirizzo musicale. Il problema sta a monte, quando è nata la scuola pubblica italiana.

Il tasto dolente riguarda il liceo. Infatti, con al riforma Gelmini, del 2010, viene istituito il liceo musicale e coreutico, ma la materia della musica scompare da tutti gli altri licei. Negare l’importanza di questa materia è quindi un vizio che il nostro Bel Paese si porta dietro da tanti anni. Sarebbe utile aggiornare i programmi, superando i piani didattici poco attraenti per i giovani studenti, ma per far questo servirebbero mezzi, apparecchiature e investimenti che si sa, nel nostro Paese tardano sempre ad arrivare.

#FacceCaso

Di Licia Oleandro

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0