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Il paradosso del turismo di massa: in Islanda sono troppi

Il paradosso del turismo di massa: in Islanda sono troppi

Nel 2016 le previsioni parlano di 1,5 milioni di turisti, a fronte di una popolazione di appena 330 mila residenti. Per questo il governo si è visto c

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Nel 2016 le previsioni parlano di 1,5 milioni di turisti, a fronte di una popolazione di appena 330 mila residenti. Per questo il governo si è visto costretto a intervenire, a tutela del territorio e contro la concorrenza sleale dei siti di House Sharing.

Aumentano esponenzialmente, arrivano attratti dalle bellezze che la natura ha donato a quest’isola. Chi sono? I turisti che si riversano in Islanda, paese più a nord d’Europa, terra di praterie innevate, vulcani e sorgenti naturali.

Si potrebbe pensare che l’aumento di turismo sia ottimo in termini economici, ma teniamo conto di altri aspetti, come l’impatto ambientale e il rapporto con la popolazione. Nel 2015 sono stati 1,3 milioni, ma gli abitanti sono solamente 330 mila, una proporzione non proprio equa. Si aggiunga un elemento da non sottovalutare, quali problematiche possano causare così tanti visitatori ad un ecosistema tanto bello quanto delicato e necessario da preservare.

Ecco perché il Parlamento locale si appresta ad approvare alcune leggi sull’ambiente e sul controllo del turismo, in particolare la regolamentazione dei servizi di affitto degli appartamenti, in crescita esponenziale a fronte delle richieste. Il governo prende di mira società come Airbnb, accusate anche di concorrenza sleale, poiché l’aumento turistico ha colto alla sprovvista le infrastrutture esistenti, ossia alberghi e altro, aprendo il mercato ai privati, che tramite siti di questo genere possono affittare direttamente i loro appartamenti ai visitatori. Alcune di queste norme prevedono un limite temporaneo d’affitto di 90 giorni nell’arco di un anno, oltre all’obbligo di approvazione del comodato d’uso da parte di tutto il condominio interessato. In un anno le proposte su Airbnb sono passate da 1.700 a 3.903, previsione di un’imminente “invasione” sull’isola; stesso discorso per altri competitors quali 9flats, HouseTrip e Wimdu. È tempo di giri di vite in Islanda, terra in cui la popolazione vive concretamente la cura dell’ambiente. Chi ha detto che il turismo sia sempre un dato positivo?

Di Umberto Scifoni

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