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“Fake News”: ecco come si muove il Governo

“Fake News”: ecco come si muove il Governo

Parte dal Senato la battaglia contro l’informazione errata, con un disegno di legge diretto a blog e forum volto ad incentivare la trasparenza sul Web

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Parte dal Senato la battaglia contro l’informazione errata, con un disegno di legge diretto a blog e forum volto ad incentivare la trasparenza sul Web e l’alfabetizzazione mediatica

Il Web rappresenta una realtà virtuale, libera e dinamica, dove ognuno può condividere i propri pensieri, potendo arrivare ad un numero incalcolabile di destinatari; si perché su Internet tutto viaggia veloce e lontano, quasi senza controllo, non sempre in maniera esatta.
È proprio questo l’oggetto del disegno di legge appena presentato al Senato dalla senatrice Adele Gambaro: “Prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica”, dando una risposta forte al fenomeno delle notizie false o tendenziose che spopolano su Internet.
Il disegno di legge, ancora in fase embrionale, è diretto solamente ai blog e forum, non anche alle testate giornalistiche registrate che sono solitamente più controllate, anche solo per la responsabilità giornalistica del direttore che è chiamato preventivamente a vagliare le notizie che il proprio giornale pubblica.
Inoltre, non verranno colpite notizie di satira ma solo quelle informazioni sostanzialmente sbagliate o devianti.

  • Cosa prevede il disegno di legge sulle “Fake News”?

Il d.d.l. prevede sanzioni sia civili che penali per i blog e forum (per il gestore) che diffondono notizie errate o tendenziose: fino a 5.000 Euro di ammenda e la reclusione a partire da un minimo di 12 mesi, con la possibilità di chiedere anche il risarcimento del danno ove venga provato, quando derivante dalla diffusione della notizia (da quantificare in base alla diffusione).
Sono poi previste misure per superare l’anonimato di chi scrive e per consentire la rettifica dell’articolo, consentendo agli utenti di contattare facilmente il gestore della piattaforma (sul sito deve essere presente e fruibile l’indirizzo di posta elettronica certificata per comunicare con il gestore), il quale deve consentire repliche e richieste, pena una sanzione.

Questo disegno di legge non è la prima iniziativa volta a contrastare le “fake news” in quanto già in passato si era pensato ad una rete di organismi nazionali indipendenti ma coordinati da Bruxelles. Il Presedente della Camera Laura Boldrini ha invece lanciato un sito, bastabufale.it, dove vengono raccolte, invitando i lettori dichiararsi a favore o contro la falsa informazione.

Anche fuori dall’Italia qualcosa si sta muovendo, tanto che proprio la Russia e l’America stanno prendendo adeguate misure, ma le iniziative di maggior rilievo provengono dai colossi tech, i primi responsabili della diffusione incontrollata di notizie false, i quali sarebbero chiamati a bloccarle in anticipo.

Il ddl appena presentato alla Camera ci metterà del tempo a divenire legge (sempre che ciò accada), ma fondamentale è puntualizzare come questo non voglia essere una bavaglio alla libertà di espressione ma una misura per contrastare la sbagliata informazione.

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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