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Genova-Università: pochi Prof, corsi di laurea “decimati”

Genova-Università: pochi Prof, corsi di laurea “decimati”

Il risultato di un blocco di assunzioni che paralizza l'università. L'Università italiana non gode di ottima salute, per non dire pessima. La prognos

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Il risultato di un blocco di assunzioni che paralizza l’università.

L’Università italiana non gode di ottima salute, per non dire pessima. La prognosi, se non si prendono gli opportuni rimedi, è destinata ad essere infausta. Una situazione insostenibile tra tagli, precarietà e assunzioni bloccate.
Genova è un caso emblematico. L’organico dei docenti universitari ridotto al minimo. E addio lezioni.

“Un indubbio elemento di forte preoccupazione” come sottolineava il preside di Medicina, in una lettera indirizzata al rettore nel marzo scorso.

Un messaggio passato inosservato con conseguenze ufficialmente nefaste. L’anno prossimo, infatti, la scuola di Medicina e Farmacia di Genova dovrà disattivare tre corsi di laurea, con un’emorragia di circa ottanta studenti l’anno. I corsi che spariscono nel dettaglio, almeno temporaneamente, riguardano gli assistenti universitari, audio-protesisti ed educatori professionali.

Una vera e propria emergenza quelli dei professori universitari il cui numero ogni anno, continua a calare. In assenza di interventi, infatti, nel 2018 il crollo dei professori toccherà il 50%.
La facoltà di medicina e farmacia di Genova, ha perso in quindici anni il 30% dei suoi docenti.

“Non potremo sostituirli immediatamente con nuove assunzioni, dovremo disattivare dei corsi di laurea, i giovani che si sarebbero iscritti a quei corsi dovranno andare in altre università, con maggiore dispendio di denaro per le loro famiglie. E noi avremo meno studenti, che vuol dire meno finanziamenti”.

Un futuro a tinte fosche quello dipinto dal preside Mario Amore.

#FacceCaso

Di Luca Pennacchia

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