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Scuola: via libera a 51.773 assunzioni per il nuovo anno

Scuola: via libera a 51.773 assunzioni per il nuovo anno

Assunzioni in arrivo. Una boccata d'ossigeno per tutti i gradi di istruzione che si attendeva da tanto, troppo tempo. Finalmente una buona notizia da

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Assunzioni in arrivo. Una boccata d’ossigeno per tutti i gradi di istruzione che si attendeva da tanto, troppo tempo.

Finalmente una buona notizia dal mondo della scuola. Oggi, infatti, è stata pubblicata sul sito online del Miur, la lista delle nuove assunzioni relative al personale docente della scuola.

La ministra Fedeli lo aveva annunciato in un intervento nelle settimane passate ed è stata di parola. Adesso per 51.773 insegnati, di cui 13.393 di sostegno, si aprono le porte del tanto desiderato posto fisso. In particolare, le assunzioni sono in maggioranza destinate alla scuola secondaria di I grado: 19.936 posti di cui 5.920 di sostegno.

Non mancano tuttavia le polemiche. Una tra tante le sigle sindacali, l’Anief, giudica esiguo il numero dei posti per gli insegnanti di sostegno, criticando anche il fatto che le aliquote adottate per le assunzioni sono le medesime per tutte le province italiane.

Per Marcello Pacifico, segretario nazionale Anief, bisognava tener conto delle difficoltà di alcune realtà che riguardano il Sud e le Isole o di aree, ad alto rischio dispersione nell’assegnazione degli organici. I posti andranno per il 50 % agli insegnanti in graduatoria, per l’altro 50% ai vincitori di concorso.

C’è un dato che emerge: lo squilibrio nell’ assegnazione dei posti tra le regioni settentrionali, il centro e il Meridione. Uno sbilanciamento che porta ad una situazione paradossale, dove la regione Lombardia assorbe un insegnante su 4.

Tutto ciò, chiarisce in una nota il Ministero, è dovuto al recente flusso migratorio di docenti dal Nord al Sud.
Esprime un giudizio nel complesso positivo il segretario generale della UIL, Pino Turi.

“Il decreto è frutto di un’azione basata su scelte concrete che permetteranno di stabilizzare il rapporto di lavoro a migliaia di precari. Un buon passo. Mancano all’appello 10 mila posti (sull’organico di fatto) che il Mef non ha autorizzato”.

Uno dei fiori all’occhiello della “Buona Scuola”, la chiamata diretta, che dà al dirigente scolastico la possibilità di scegliere l’insegnante più adatto alle esigenze del proprio istituto dopo un colloquio, è al centro di dispute.

Il Miur la vuole, ma i presidi sono intenzionati a boicottarla, visto che l’anno scorso dopo aver nominato i docenti, le assegnazioni provvisorie hanno fatto sí che molti dei nominati fossero trasferiti in altre scuole.

Criticità da risolvere, ma sicuramente, vista la fine del precariato di molti insegnanti, il bicchiere è mezzo pieno.

#FacceCaso.

Di Luca Pennacchia

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